Salviamo le nostre Scuole del Sabato

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Confrontandomi con persone della mia età, scopro che nessuno di loro è un grande fan della Scuola del Sabato. È un vero peccato.

 

Recentemente ho visto un video su YouTube intitolato “Why Sabbath School stinks” (letteralmente, Perché la Scuola del Sabato fa schifo). Come osserva il presentatore del video, “La Scuola del Sabato, se fatta bene, può rappresentare la parte migliore del Sabato, o la parte peggiore”.

Il video ha sollevato alcune questioni importanti e mi ha dato da pensare. Ma prima di iniziare, vorrei fare alcune precisazioni. Non sto suggerendo di sbarazzarci della Scuola del Sabato (SdS). Abbiamo tutti gli strumenti per farla funzionare. Ci sono alcuni incredibili gruppi della SdS per bambini, giovani e adulti. Eppure, nel passaggio tra alcune di queste fasce di età, molti si bloccano o si allontanano. Non tutte le SdS sono in difficoltà, e in molte zone del mondo, la SdS può rappresentare una parte sana e attiva della vita di chiesa. E non credo che un dialogo su questo argomento possa risultare completo senza riconoscere le persone che, spesso senza ottenere il giusto riconoscimento, si sforzano di mantenere in vita la SdS: agli innumerevoli volontari, animatori e leader della SdS, grazie.

Eppure ci sono delle problematiche, come ho sperimentato personalmente. Crescendo, la SdS era la mia parte preferita del servizio di culto in chiesa, finché non ho lasciato la mia chiesa natale. La mia chiesa attuale non include un elemento tradizionale di SdS, e quando viaggio, dopo alcune brutte esperienze, tendo a evitarla, se posso. Confrontandomi con persone della mia età, scopro che nessuno di loro è un grande appassionato di SdS. È un vero peccato.

Flora Plummer, la direttrice più longeva della Conferenza Generale per la SdS, ha affermato: “Lo scopo della Scuola del Sabato è conquistare anime”. Quanti di noi possono dichiarare che è ancora così? Il numero dei membri presenti è in calo.

“Il Covid ha portato alla luce un problema con l’impegno della SdS con cui abbiamo lottato per un po’ di tempo”, dichiara Lyndelle Peterson, direttrice dei Ministeri Personali, del dipartimento della Scuola del Sabato e della Gestione Cristiana della Vita dell’Unione Australiana, in una mail inviata ad Adventist Record. “Le chiese che avevano un solido programma della Scuola del Sabato prima del Covid hanno scoperto che spostarsi online ha in alcuni casi migliorato la loro esperienza. Altre chiese, che prima del Covid avevano più gruppi che si riunivano, hanno optato per unirsi in un unico gruppo, in risposta alla carenza di partecipazione e frequenza”.

Anche le problematiche non risultano nuove. Nel 1889, Ellen White scrisse: “La Scuola del Sabato, se gestita correttamente, possiede una forza straordinaria ed è adatta a compiere una grande opera, ma ora non è quello che potrebbe e dovrebbe essere. L’influenza che nasce dal lavoro della Scuola del Sabato dovrebbe migliorare e ingrandire la chiesa” (Testimonies on Sabbath-School Work, 29).

“Le nostre vite sono più impegnate e complesse che mai, e invece di costituire uno spazio di appartenenza, pace e incoraggiamento, spesso le nostre Scuola del Sabato possono sembrare una semplice routine, un qualcosa da sopportare”, sostiene Peterson.

“Quando la Scuola del Sabato diventa un luogo di connessione e comunità, siamo più inclini a trovare il modo e il tempo per impegnarci”.

Quando la nostra SdS presenta una mentalità chiusa, possiamo adagiarci sugli allori, perdendo lo scopo della nostra missione. La SdS può sembrare un luogo ostile per i visitatori. Quello che mi ha aiutato in questo senso è la formazione per facilitare i piccoli gruppi. Capire il ruolo di un animatore: condurre il dialogo, assicurarsi che non ci siano voci dominanti, fornire opportunità per un impegno equo (notate che non ho detto input equo; alcuni non vogliono essere costretti a parlare o leggere; hanno solo bisogno di sentirsi a proprio agio nel poter contribuire, in caso volessero); queste cose aiutano a trovare un equilibrio. Qualcuno che non costituisce un “elemento sicuro” (cerca di imporre la propria opinione o pensa di avere sempre ragione) può distruggere un gruppo della SdS di adulti più velocemente di quanto si possa pensare. Queste persone possono indurre altri a non tornare e devono essere gestite con fermezza.

Secondo il nostro youtuber, gli animatori della SdS dovrebbero essere “studenti curiosi e competenti della Bibbia”, e insegnare la SdS è un dono importante che deve essere sviluppato. Se l’animatore o il monitore può creare e favorire un’attenzione verso l’esterno, dove ci aspettiamo visitatori e se incoraggiamo la crescita del gruppo, la SdS adempirà al suo scopo. “Quando i gruppi iniziano a pensare in materia di evangelizzazione, iniziano a crescere”, conclude Peterson.

Ellen G. White si dice d’accordo: “La Scuola del Sabato costituisce un campo missionario, e in questo importante lavoro si dovrebbe manifestare molto più spirito missionario di quanto non sia stato fatto in passato” (Testimonies on Sabbath-School Work, 35).

 

Questo articolo non può “aggiustare” la SdS, ma può creare un dialogo. Possiamo pianificare, sognare, studiare gruppi di successo e trovare modi per migliorare questa parte vitale della vita di chiesa.

 

 

Di Jarrod Stackelroth, Adventist Record

Fonte: https://www.adventistreview.org/save-our-sabbath-schools

Traduzione: Tiziana Calà

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