Sulla strada della vita

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Hai mai pensato, mentre sei in vita, di trovarti intrappolato tra la vita e la morte? Il punto in cui arrivi a credere in Dio e accetti Gesù come tuo Signore e Salvatore, ma ti ritrovi bloccato tra due strade, che io chiamo strada della vita e della morte. Queste due strade sono la nostra natura spirituale e la nostra natura peccaminosa. La Scrittura dice:

 

“Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace” (Romani 8:6).

 

Perché ci troviamo intrappolati? Forse perché vogliamo portare i pesi della nostra vita mondana sul sentiero della vita. Ma il sentiero della vita ha quello che io chiamo un punto di controllo, che dice “nessun bagaglio oltre questo punto”.

So però che questo bagaglio contiene alcune cose che ti hanno confortato nei momenti più bui della tua vita. Ti hanno dato conforto, ti hanno fatto sentire così vivo mentre pensavi di essere così vuoto e morto dentro. Il contenuto di questi bagagli può essere alcol, droga, sesso prematrimoniale, gioco d’azzardo, feste, relazioni tossiche, orgoglio. È difficile pensare di lasciarsi questo bagaglio alle spalle, specialmente quando non sai cosa ti darà conforto e sollievo come quelle droghe, persone, luoghi o attività carnali fanno, specie quando affronti di nuovo dei periodi di vita tumultuosi. Ma posso dirti, per esperienza personale, perché questo è l’unico modo in cui posso riferirlo, che è difficile, e fondamentalmente impossibile, portare quel bagaglio e cercare di portare anche Dio nel nostro cuore. La Scrittura afferma che:

 

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 16:24).

 

Dobbiamo rinnegare tutto ciò che siamo stati ingannati nel pensare che sia buono per noi e che ci stia dando ciò di cui abbiamo bisogno, ma che in realtà ci deruba. Posa a terra il tuo bagaglio, prendi la croce e segui Gesù.

La strada della morte non ha nulla di buono per noi, il suo unico scopo è il piacere della carne. Siamo sinceri, ci ritroviamo lì solo perché vogliamo sentirci bene, giusto? Specialmente durante i momenti bui e le difficoltà, ma dobbiamo ricordare che compiacere la carne e lasciare che ci controlli, porta alla morte. Le cose che in fondo desideriamo non sono cattive, come la comodità, l’amore, la felicità, ma ce le procuriamo in tutti i modi sbagliati.

Dobbiamo scegliere e rimanere sulla strada della vita. Questa è la strada che porta alla vita eterna in cielo. Essere su questa strada significa camminare con il nostro spirito che ci controlla. Sì, la nostra natura peccaminosa è ancora presente in noi, ma lo spirito siede sul trono ed è in controllo. La carne si sottomette e gli ubbidisce. Come possiamo scegliere e rimanere su questo sentiero? La Scrittura dice:

 

“Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi” (Giacomo 4:7-8).

 

Dobbiamo continuamente rafforzare il nostro spirito, proprio come un atleta si allenerebbe e rafforzerebbe il suo corpo per le competizioni. C’è una battaglia dentro di noi, due nature sono in competizione per avere il controllo; dobbiamo quindi assicurarci che vinca quella giusta, quella che porta alla vita. Possiamo rafforzare il nostro spirito tramite:

  • La lettura della sua Parola,
  • La preghiera e l’adorazione,
  • La visione di contenuti religiosi,
  • L’unione a gruppi o a una comunità che si concentra su Dio, rafforzando la tua relazione con lui,
  • La frequentazione di una chiesa, non della religione, ma di una chiesa.

 

Oltre a questo, devi allenarti a reagire e a combattere gli attacchi del nemico. Il diavolo vuole sempre trascinarti di nuovo in questo parco giochi per VIP, alias la strada della morte, che tiene aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Quindi, dobbiamo sempre essere armati e pronti a combattere le battaglie che lui ci presenta attraverso molte forme diverse nella vita. Può essere attraverso persone, luoghi, attività, sappiamo che il diavolo è subdolo e astuto.

In efesini 6, Paolo ci dice che siamo di fronte a una battaglia spirituale, non a una battaglia fisica, e quindi dobbiamo essere armati con armi e armature forti e piene di spirito. Efesini 6:13-18 delinea “la completa armatura di Dio”, ovvero come ci “vestiamo” e combattiamo in questa guerra spirituale. La nostra armatura è composta da:

  • La cintura della verità
  • La corazza della giustizia
  • I calzari del Vangelo della pace
  • Lo scudo della fede
  • L’elmo della salvezza
  • La spada dello Spirito, che è la Parola di Dio

 

Darò un semplice esempio di come usiamo la nostra spada (la Parola di Dio) e il nostro scudo (la fede):

 

Attacco del nemico:

“Non riuscirai mai a ripagare il debito, questa situazione non cambierà mai, peggiorerà soltanto”.

Contrattacco:

“Il favore di Dio è con me, nella mia vita, prospererò e vedrò la vittoria, ripagherò questi debiti per intero”.

 

Poi comincia a brandire la tua spada della potente Parola di Dio contro il diavolo e afferma:

“Il mio Dio provvederà a tutti i miei bisogni” (cfr. Filippesi 4:19).

 

So che il viaggio sulla strada della vita, così come l’allontanamento dalla strada della morte, è molto difficile e richiede tempo. È un processo per progredire; non tutto cambia in un passo o in un balzo. Dobbiamo essere pazienti con noi stessi, perché dopo tutto è una lotta contro noi stessi. E per alcuni di noi, le nostre dipendenze e cattive abitudini rappresentano l’interezza della nostra vita, perché abbiamo vissuto così a lungo in esse da diventare il nostro modo di vivere. Ma come dice la Scrittura:

 

“Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Galati 5:24).

 

Quindi, dobbiamo rinnegare noi stessi, dobbiamo rinnegare tutto ciò che pensiamo sia buono per noi e con cui cerchiamo di “sistemarci”. Non siamo noi i costruttori della nostra vita, quindi non abbiamo il diritto di cercare strumenti e parti in questo mondo per aggiustare o guarire noi stessi. Dobbiamo andare da Dio, è lui che ci ha creati, è lui a essere il nostro Creatore ed è lui che saprà darci ciò di cui abbiamo bisogno, nella maniera più giusta e sana.

La transizione e il viaggio come cristiani sono difficili. A volte potremmo inciampare e cadere, potremmo anche correre di nuovo al punto bagagli sulla strada della morte perché vogliamo una vecchia e rapida soluzione, o la nostra carne riuscirà ad averla vinta. Tutti abbiamo momenti di debolezza, ma dobbiamo sforzarci di essere forti, continuare a provare e continuare a lottare. Quando non sai cosa fare e ti senti così perso, quando la tua carne reclama di tornare al passato e le vecchie abitudini sembrano così accattivanti, ricordati di impegnarti in attività che aiutano a rafforzare lo spirito per prendere il controllo.

So che è bello sentirsi bene nella carne e impegnarsi in attività mondane che piacciono alla carne, non ne saremmo contenti se ci sentissimo male. Ma ricordati il quadro generale, ricordati che essere nella carne equivale alla morte. La Scrittura dice:

 

“E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1 Giovanni 2:17).

 

Dio ha piani più grandi per noi che darci semplicemente la vita sulla terra, ha in serbo per te una vita nel regno dei cieli, una vita che non può essere paragonata a questa sulla terra. Quindi, scegli la vita, sforzati di rimanere sulla strada della vita, se cadi e corri di nuovo verso la strada della morte, alzati, girati e torna indietro.

 

 

Di Leanne Assing

Fonte: https://www.messagemagazine.com/grow-your-faith/on-the-life-road/

Traduzione: Tiziana Calà

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