La storia di Halloween

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È la fine di ottobre, il tempo delle foglie cadute, delle brezze fredde e delle tracce di gelo. Una sera suona il campanello e tu sei seduto a casa sulla tua poltrona. Fuori dall’ingresso, vedi un gruppetto di strane creature: principesse, animali, fate, cowboy, fantasmi sotto lenzuola bianche, un serraglio di personaggi immaginari.

No, non sei stato catapultato in una fiaba di George MacDonald. È solo l’annuale serata in cui i bambini si travestono, andando di porta a porta con la speranza di ricevere qualche caramella.

I bambini che fanno “dolcetto o scherzetto” sono per lo più adorabili e mentre fai “oh” e “ah” chiedi: “E chi sareste stasera?”, il tutto facendo cadere delle piccole barrette di cioccolato nei loro cestini di plastica a forma di zucca.

Tuttavia, ti rendi anche conto che questi piccoli partecipanti non hanno idea da dove venga l’usanza a cui prendono parte.

 

Le “stagioni” della chiesa

Secoli fa, quando la maggior parte delle persone conduceva una vita rurale e agricola, nelle zone temperate dell’Europa e del Nord America tutte le stagioni avevano attività e difficoltà familiari. L’inverno in questi climi era lungo e faticoso, con giornate brevi, temperature fredde e tanta neve. La primavera segnava un risveglio: fiori, uccelli che fanno il nido, animali che partoriscono e semi che vengono piantati. L’estate era il momento di lavorare la terra e di stare all’aperto. L’autunno, nelle zone rurali dell’Europa e del Nord America, era dedicato a raccogliere il raccolto in preparazione di un altro lungo inverno.

Nei secoli precedenti la chiesa cristiana cadenzava le stagioni con adeguate celebrazioni religiose. Sebbene Gesù probabilmente non sia nato in pieno inverno, il solstizio d’inverno (il giorno più corto dell’anno) ricordava ai cristiani come la nascita di Gesù avesse portato la sua luce in un mondo di oscurità. La primavera veniva celebrata con il ricordo della gioiosa notizia della Sua risurrezione. L’autunno comprendeva le feste del raccolto, come il giorno del ringraziamento. Ancora oggi, anche in un mondo che non è più prevalentemente agricolo, ricordiamo questo giorno decorando cortili e portici con zucche e mais indiano colorato.

Eppure alcune pratiche pagane (tronchetti di Natale, abeti decorati, uova e coniglietti pasquali) sono stati “accolti” in queste feste. Molte di queste erano innocue, anche se una delle autunnali celebrazioni religiose ha introdotto nel cristianesimo una nozione che non è affatto cristiana.

 

Halloween

Nelle giornate che diventano sempre più brevi, gli animali vanno in letargo, le piante muoiono e gli alberi perdono le foglie. In questo periodo, è probabilmente naturale che le persone ricordino i loro amici e familiari che sono morti. La chiesa cristiana medievale ha indicato il 1° novembre come il giorno di “Ognissanti”, una celebrazione per ricordare i cristiani che si sono addormentati.

È importante aggiungere che la Bibbia non insegna che i santi sono persone con doti spirituali, capaci di fare miracoli. E certamente non insegna che sono in cielo ad ascoltare le vostre preghiere e a intercedere per voi, come insegnano alcune chiese cristiane. Quando Paolo scrisse: “A quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati santi”, scriveva a tutti i membri della chiesa che amavano Gesù Cristo e Lo accettavano come loro Salvatore (Romani 1:7).

Né fa male ricordare, in qualsiasi momento, i nostri cari che sono morti.

Eppure il giorno di Ognissanti non è riuscito a sradicare completamente alcune credenze precristiane ereditate dalle religioni pagane. Una di queste è che i morti sono liberi di tornare a tormentare i vivi per una notte all’anno. Il giorno di Ognissanti (Hallows Day) è il giorno in cui la gente si ricorda dei morti. La sera del giorno prima, la vigilia (Hallows Eve), contratto con il nome di Halloween, si credeva che identificasse il momento in cui i fantasmi dei morti vagavano liberamente! Nella religione popolare (anche se non negli insegnamenti ufficiali del cristianesimo), Halloween divenne la notte dei fantasmi.

 

Dove sono i morti?

La Bibbia non permette che i morti perseguitino i vivi né che i morti siano coscienti. Quando Gesù fu portato al capezzale di una ragazza morta, disse che era in un sonno incosciente (cfr. Luca 8:52). Il popolo ebraico credeva a qualcosa di simile. L’autore di Ecclesiaste scrisse: “I morti non sanno nulla” (Ecclesiaste 9:5).

Inoltre, diversi passaggi descrivono la resurrezione dalla morte alla vita. Per esempio, Paolo ha detto che “il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo” (1 Tessalonicesi 4:16). Ma a cosa serve la risurrezione se i morti vivono già da qualche parte?

Molti, nelle culture tradizionalmente cristiane, non ne sono però completamente convinti. Secondo un sondaggio della Pew Research del 2015, un americano su cinque afferma di aver visto un fantasma e quasi un terzo afferma di essere entrato in contatto con un morto. In molti altri luoghi dove il cristianesimo ha più recentemente sostituito le religioni pagane, come in Africa, le superstizioni sui fantasmi e l’influenza degli antenati morti coesistono, seppur a disagio, con il cristianesimo.

La Bibbia mette fortemente in guardia contro tali credenze. Dio ha messo in guardia il Suo popolo contro chiunque “esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose” (Deuteronomio 18:10-12).

È pericoloso essere coinvolti in questo settore, come Saul ha scoperto quando ha sfidato questa regola e ha chiesto alla cosiddetta “strega” di En-Dor di riportare indietro Samuele dal regno morti (cfr. 1 Samuele 28:7-20). Ci fu un’apparizione, ma non era lo spirito di Samuele; questa portò cattive notizie che affrettarono la caduta di Saul. Allontanandosi dall’idea dello spirito di una persona morta, molti studiosi cristiani vedono in questa storia Satana, che appare per ingannare Saul. In effetti, come Paolo avrebbe riportato più avanti, “il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma […] contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6, 12).

Paolo ha mostrato che l’incoscienza dell’anima nella morte si manifesta anche nella morte e nella risurrezione di Gesù Cristo stesso. “Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati” (1 Tessalonicesi 4:14).

 

Dio è potente

Queste vacanze moderne hanno poco a che fare con le loro origini medievali. Di quelle culture precristiane sopravvivono solo poche piacevoli usanze. Chi si farebbe scrupoli a bruciare un grosso ceppo nel camino o a portare in casa un profumato ramo sempreverde in una notte d’inverno buia e spenta? E che male c’è a dipingere le uova con tanti bei colori, in primavera?

Allo stesso modo, i bambini che si vestono da pompieri, fate e cowboy non porteranno inevitabilmente a credere ai fantasmi o al culto dei demoni. Alcuni romanzi, film e spettacoli televisivi combinano satanismo e Halloween per creare una finzione che sperano possa portare successo. Tanto vale evitare tali intrattenimenti.

Per quanto riguarda Halloween stesso, nel 1600, la credenza nei fantasmi era stata sostituita dai costumi e dai dolcetti che vediamo oggi. La paura era stata messa da parte a favore del divertimento autunnale.

Tuttavia, alcuni bambini si travestono ancora da fantasmi quando escono per fare “dolcetto o scherzetto” e la gente appende ancora fantasmi e finti scheletri sugli alberi dei propri giardini, nel periodo di Halloween. Anche se queste cose non sono reali, evocano ricordi di questi concetti e pratiche malvagie. Quindi, dovremmo evitare di partecipare a tutto ciò che sa di demoniaco. Ci torna in mente il consiglio di Paolo: “non fate posto al diavolo” (Efesini 4:27).

Per quanto riguarda gli spiriti maligni, durante il suo ministero terreno, Gesù ha prontamente sconfitto anche le manifestazioni più evidenti di Satana (cfr. Luca 8:26-39). Con la sua morte in croce, Cristo ha sigillato la sua vittoria nei suoi confronti. Paolo insisteva che “né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:38-39).

Dobbiamo rimanere vigili e opporci a coloro che tentano di indurre le persone a relazionarsi con lo spiritismo. Non dovremmo giocare col diavolo! Ma non dimentichiamoci mai che Dio è molto, molto più potente. “Il Signore è fedele ed egli vi renderà saldi e vi guarderà dal maligno” (2 Tessalonicesi 3:3). Finché non disprezzate Dio e non invitate Satana a entrare vostra vita, questi non può superare oltre il potere protettivo di Dio. I cristiani assennati si rendono conto che abbiamo molte più probabilità di soccombere a tentazioni più comuni come la rabbia, l’orgoglio e i pensieri impuri che a qualsiasi manifestazione visibile dei demoni.

Tutto questo potrebbe suggerire che quando si incontra una principessa di cinque anni davanti alla porta di casa, la reazione migliore è quella di darle qualche caramella, non una lezione sulla storia di Halloween e sullo stato dei morti!

 

 

Di Ronel De Blois

Fonte: https://www.signstimes.com/?p=article&a=44184040000.692

Traduzione: Tiziana Calà

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