Una rinascita spirituale attraverso la missione

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La mia vita spirituale è cambiata dopo il viaggio missionario con GYC in Islanda. Per molto tempo avevo pregato per una rinascita spirituale, perché avevo dimenticato come amare Dio; avevo dimenticato quel primo amore che avevo sentito nei suoi confronti quattro anni prima, quando avevo deciso di convertirmi. Durante questo viaggio, tuttavia, Dio ha risposto alle mie preghiere, facendomi vivere un risveglio spirituale. Mai prima d’ora mi ero sentita così vicina a Dio: riuscivo a sentire il Signore al mio fianco in ogni casa che visitavo. Ci sono stati momenti in cui mi dimenticavo di Lui, facendo affidamento solo sulle mie forze, ma sentivo la differenza, sentivo che mi mancava qualcosa.

In più di un’occasione sono succede delle cose che sembravano puramente fortuite ma che invece erano dei veri e propri miracoli compiuti da Dio. Per esempio, ho visitato due chiese mentre distribuivo dei volantini in un quartiere. Entrambe le volte sentivo qualcosa dentro che mi spingeva a visitare queste chiese in un momento ben preciso (il che significava saltare alcune case e andare direttamente in chiesa). Di solito, queste chiese erano chiuse o vuote, ma quelle due volte ho incontrato qualcuno che si affrettava fuori dalla chiesa, prendeva alcuni volantini di quelli che stavo distribuendo per metterli all’interno della chiesa, per i membri della comunità. Un’altra volta ho incontrato delle persone che avevano dei legami con il mio paese natale, cosa che ha permesso loro di aprirsi e parlarmi. Un’altra volta ancora, dopo una giornata trascorsa in preghiera e a distribuire volantini, mi sono sentita spinta a metterne qualcuno a una fermata dell’autobus prima di prendere il mezzo per rientrare “a casa”. Ciò implicava “rallentare” l’intera squadra e ritardare la loro cena e il loro riposo serale ma mi sono comunque sentita spinta dal Signore a farlo. Mentre lasciavo un mucchietto di volantini sulla parete della fermata dell’autobus, sono stata avvicinata da un ragazzo che mi ha chiesto che cosa stavo facendo. Abbiamo scambiato due chiacchiere, in maniera leggera e amichevole, e gli ho fatto vedere quello che stavo distribuendo; all’improvviso ha esclamato: “Si tratta di Gesù? Wow! Questo è pazzesco!” Ha spiegato che il suo nuovo capo non faceva altro che parlare di Gesù, cosa che lo aveva incuriosito, desideroso adesso di saperne di più! “Forse Dio sta cercando di dirmi qualcosa”, disse mentre prendeva i diversi volantini di GLOW. Dopo di che, abbiamo pregato insieme. Ci sono state molte altre volte in cui ho sentito e ho visto la guida del Signore; per esempio, Dio ha permesso che la bicicletta di una persona smettesse all’improvviso di funzionare, in modo che io avessi modo di approcciarmi e parlare con lei. Un’altra volta, ho incontrato una signora cristiana che ci ha ringraziato per quello che stavamo facendo.

Con la mia moderna mentalità laodicea, non mi aspettavo di assistere a dei miracoli, ma Dio mi ha dimostrato che mi sbagliavo. Questo viaggio mi ha insegnato tante cose: ho imparato che non bisogna mai smettere di pregare e che il Signore è sempre reale e potente. A essere onesti, all’inizio pensavo che il viaggio missionario fosse un po’ disorganizzato, dato che ci mancavano tanti dettagli relativi a quello che avremmo dovuto fare; ma ancora una volta mi sono resa conto che mi sbagliavo perché questo viaggio era incentrato su Dio e sulla preghiera. Quando ci abbandoniamo del tutto a Lui, e intendo davvero del tutto, il Signore permetterà che accadano cose incredibili nella nostra vita.

Esther Kim, Stati Uniti

Missionaria GYC in Islanda, 2019

Esther Kim è una studentessa del Bryn Mawr College, PA, dove studia psicologia. Ha trascorso la sua infanzia in Corea del Sud per poi trasferirsi a Singapore prima e negli Stati Uniti poi.  È entusiasta di vedere dove Dio la condurrà nel futuro.

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Fonte: https://bit.ly/2ORCWEF

Traduzione: Tiziana Calà

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Avventista Magazine

La rivista ufficiale della Federazione Chiesa Avventista del Settimo Giorno della Svizzera romanda e del Ticino.

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