L’ospedale avventista di Berlino allestisce un centro di soccorso Covid-19

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Le sfide dell’unità di crisi pandemica.

 

Bernd Quoß, presidente dell’ospedale Waldfriede di Berlino-Zehlendorf, ha reso noto che due pazienti con coronavirus sono ricoverati, dal 18 marzo, in terapia intensiva. Ha anche riferito della creazione in loco di un centro di soccorso per ammalati Covid-19. La rete sanitaria dell’ospedale Waldfriede è gestita dalla chiesa avventista del settimo giorno.

La direzione dell’ospedale ha creato un’unità di crisi pandemica diretta da Quoß, che si incontra per “discutere e adattare la situazione ogni ora”. Intanto l’ospedale deve annullare fino a 60 interventi chirurgici al giorno e operare una drastica riduzione delle cure ambulatoriali. Un intero reparto è già chiuso e in un altro si sta creando una zona di isolamento.

In questi giorni sono stati dimessi i pazienti con patologie lievi, che possono ricevere cure anche a casa, perché l’attuale disponibilità di posti letto è solo del 40%. Si cerca di reclutare altri infermieri e medici che formeranno anche il personale di riserva per l’unità di terapia intensiva e il centro di emergenza. “Il problema è grave” afferma il presidente dell’ospedale “in pochi giorni 30 infermieri si sono ammalati”.

Nell’emergenza, la sala riunioni è stata convertita in un centro di soccorso Covid-19. Lo spazio era utilizzato in precedenza dallo staff ospedaliero, per le riunioni, la formazione e utilizzato persino per gli incontri religiosi di una chiesa locale durante il fine settimana. Un altro problema è che esiste una sola sala operatoria ed è utilizzata tutto il giorno. Aumentati gli orari di lavoro per tutti i dipendenti, l’asilo dell’ospedale apre dalle 7.30 alle 22.00, in modo che il personale possa venire a lavorare. Inoltre, è necessario anche aggiungere cinque camere munite di ventilatori polmonari. Quoß ritiene che una delle maggiori preoccupazioni possa diventare la mancanza di materiale per la sicurezza (come ad esempio le mascherine). Si aspetta una fase critica in questa settimana. La situazione in ospedale è “sotto controllo” grazie al sistema sanitario tedesco e all’organizzazione.

L’ospedale Waldfriede fa parte di una propria rete sanitaria ed è diventato al contempo il più vario fornitore di servizi medici e di assistenza nel distretto di Steglitz-Zehlendorf. Fanno parte della rete, oltre all’ospedale, anche un centro sociale, il centro sanitario PrimaVita, l’Accademia di salute e infermieristica, il Privatklinik Nikolassee, il centro Desert Flower per le donne vittime di mutilazioni genitali, la casa di riposo Waldfriede, la clinica diurna per malattie psichiatriche-psicosomatiche e un ambulatorio. In futuro verrà aggiunto un centro di assistenza medica che offrirà una migliore assistenza ambulatoriale. Gestita dalla chiesa avventista del settimo giorno, la “rete Waldfriede” è anche tra i maggiori datori di lavoro nel distretto.

Quest’anno l’ospedale compie 100 anni di servizio ma le celebrazioni, programmate per il 22 aprile, sono state cancellate a causa del coronavirus. Il Waldfriede, con i suoi 160 posti letto e undici dipartimenti specializzati, è anche un centro di formazione europeo per le tecniche chirurgiche in coloproctologia dal 2008. Secondo Bernd Quoß, al Waldfriede vengono curati circa 13.500 ricoverati e 58.000 pazienti ambulatoriali ogni anno. Fin dalla sua fondazione nel 1920, l’azione medica si basa sui “concetti di prevenzione e terapia olistici per il bene di tutta la persona”.

 

 

Fonte: Il Messaggero Avventista

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