Lezioni di nuoto

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Dio è come un incoraggiante genitore, pronto ad abbracciarci e a confortarci.

 

Se siete mai stati alla lezione di nuoto di un bambino, avrete familiarità con l’atmosfera. L’umidità dell’aria, l’odore del cloro, le forti grida, gli spruzzi dei bambini felici, i richiami e le canzoncine degli istruttori… tutto si mescola in un vortice cacofonico di caos e gioia. I genitori guardano con orgoglio e a volte sono distratti dai sempre presenti dispositivi elettronici.

Portare mia figlia alle lezioni di nuoto è stato un punto culminante per me, un momento speciale da trascorrere insieme. Anche se quest’anno abbiamo avuto un’interruzione significativa a causa della pandemia, ora lei è al suo secondo trimestre e ama questo sport. La prima lezione dopo il lockdown è stata una sfida. Ha pianto per gran parte del tempo e si è rifiutata di lasciarmi, aggrappandosi al mio petto come una cozza attaccata allo scoglio. Ha fissato l’istruttore per tutto il tempo. Fortunatamente, nelle lezioni successive è tornata ad amare l’acqua, ridendo e divertendosi con emozione, ancora più determinata a imparare.

È difficile per i bambini piccoli imparare a nuotare, ma è molto importante. Ogni anno, sono numerosi i neonati che muoiono annegati, e far familiarizzare i bambini piccoli con l’acqua e aiutarli a imparare istintivamente come aggrapparsi al bordo della piscina o a non farsi prendere dal panico in acqua può contribuire a salvare le loro vite.

Mentre la mia piccola pesciolina impara a padroneggiare il nuoto, guardandola imparare e disimparare (e dimenticare durante il lockdown), ho imparato anch’io alcune lezioni.

Dio è come un incoraggiante genitore. È proprio lì, nell’acqua, con tutti gli schizzi, che ci sostiene e ci aiuta a imparare. A volte la nostra testa va sott’acqua, ma questo fa parte del processo di apprendimento. Se le cose diventano troppo difficili e ci ritroviamo a piangere, lui sarà proprio lì per stringerci tra le sue braccia e confortarci.

C’è un esercizio pensato per far sì che i piccoli si sentano a proprio agio nel muovere gambe e braccia in acqua. Il bambino è incoraggiato a lanciare il giocattolo galleggiante davanti a sé, o a volte devono farlo i genitori. Il bambino istintivamente cercherà di raggiungere il giocattolo. L’esercizio è progettato per far muovere gli arti e per incoraggiare il bambino a vedere la cosa che desidera, per poi raggiungere il suo obiettivo. Nelle ultime lezioni, ho notato che mia figlia si accontentava di distendersi in una posa da superman, senza muovere né gambe né braccia. Sa che io, il papà, la spingerò verso il suo obiettivo. “Fallo fare a lei”, mi ha detto l’insegnante. È stato all’ora che mi sono reso conto che mia figlia si aspettava che io facessi tutto il lavoro. Non si stava più sforzando per imparare a muoversi in acqua.

A volte nella vita possiamo essere così. Ci aspettiamo che Dio ci aiuti a raggiungere i nostri obiettivi. Mentre non possiamo lavorare da soli per la salvezza e la sicurezza, possiamo imparare a destreggiarci nelle situazioni in cui ci troviamo. A volte preghiamo e ci mettiamo in una postura di attesa, ma non muoviamo né gambe né braccia, non andiamo avanti! Quando l’acqua è troppo agitata, tutto quello che possiamo fare è lasciare che Dio si occupi di portarci a destinazione, ma altre volte, Dio pone degli obiettivi nella nostra vita che possiamo raggiungere e afferrare. Le sfide che incontriamo possono aiutarci a crescere, se decidiamo di muoverci attivamente a riguardo.

Mia figlia si distrae facilmente dalle lezioni che si svolgono in altre vasche della piscina; vuole afferrare la corda della corsia; salta in piscina (e nelle mie braccia) prima che il conto alla rovescia sia finito. A volte è troppo sicura di sé e cerca di andare da sua madre a bordo vasca. Quando si spinge fuori dalle mie braccia, va rapidamente sott’acqua, costringendomi a riportarla in superficie.

A volte dimentichiamo che Dio ci stringe e che ha a cuore i nostri interessi. Mentre attraversiamo la vita, è facile dimenticare le cose che Dio ha fatto per noi. Ci sforziamo di fare le cose senza di lui. Gesù, in una delle sue parabole, parla di costruire su delle fondamenta così forti da non poter essere spazzate via. Eppure, una volta che abbiamo sperimentato quelle fondamenta, continuiamo ad andare avanti da soli. L’unica cosa che può salvarci quando stiamo affondando sono le forti braccia del nostro papà celeste.

Dio non vuole che affoghiamo in un mare di dolori e preoccupazioni. Ci offre gioia, l’euforia di imparare cose nuove e di crescere come suoi figli, mentre le sue forti braccia offrono protezione e sostegno. Colui che placò la tempesta con la sua voce ci rassicura, affermando: “Non temete; soltanto continua ad avere fede” (Marco 5:36).

 

 

Di Jarrod Stackelroth, Adventist Record

Fonte: https://www.adventistreview.org/church-news/story17150-swimming-lessons

Traduzione: Tiziana Calà

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