ADRA contro il killer numero uno degli albini in Tanzania

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In Tanzania è in fase di sperimentazione una terapia criochirurgica contro il cancro della pelle nelle persone albine, grazie a un progetto dell’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra).

L’albinismo colpisce 1 persona su 1.400 nel Paese africano ed è una condizione genetica ereditaria che riduce la quantità di melanina (pigmento scuro) nella pelle, nei capelli e negli occhi. Le conseguenze fisiche sono i problemi di vista e la predisposizione al cancro della pelle. Questo tumore, definito killer silenzioso delle persone albine, limita la loro aspettativa di vita media a soli 40 anni.

I problemi fisici sono un aspetto delle criticità vissute dagli individui affetti da albinismo in Africa; a essi si aggiungono discriminazione, superstizione, povertà, abuso dei diritti umani e problemi di protezione, per cui la comunità albina è tra le più emarginate e vulnerabili del continente. Dal 2006, 73 albini sono stati assassinati a causa della superstizione; inoltre, sono stati segnalati altri 136 casi di violenza. Gli albini sono perfino oggetto di «caccia» da persone convinte che parti del loro corpo porterebbero fortuna.

«Adra lavora con le persone albine da 40 anni, concentrandosi principalmente sull’educazione» ha affermato James Bisheko, responsabile dei programmi di Adra in Tanzania «Questo nuovo progetto pilota è unico e probabilmente dà il massimo sollievo ai destinatari. Riguarda la prevenzione, l’individuazione e il trattamento del cancro della pelle mediante l’uso della criochirurgia, una tecnologia che utilizza l’azoto liquido per rimuovere le lesioni precancerose dalla pelle delle persone con albinismo prima che si sviluppino in cancro».

Adra promuove la prevenzione attraverso la radio, le riunioni pubbliche e i messaggi di testo sui cellulari. Coordina anche l’impegno con il Dipartimento di dermatologia del governo e la Tanzania Albinism Society, per la mobilitazione della comunità.

 

 

Il progetto dell’Agenzia umanitaria avventista è iniziato a gennaio 2020 e ha già assistito 290 albini. Ogni persona viene sottoposta a screening e, se necessario, viene curata per il cancro della pelle. I destinatari lasciano il centro educativo con scorte di prodotti per la protezione, tra cui creme solari e cappelli.

«Uno dei pazienti, Richard Costa, è venuto per una consultazione e un esame» ha raccontato Bisheko «Era stato curato in altre cliniche con scarso successo. Dopo la criochirurgia, si sta riprendendo bene».

Richard Costa ha 26 anni e ha studiato gestione alberghiera. Ha lavorato in un hotel per sette anni per mantenere la moglie e il figlio. Quando la pandemia del coronavirus ha colpito la Tanzania, il giovane è stato licenziato nel mese di marzo. Il suo unico mezzo di trasporto è un boda boda (una motocicletta), che è diventato un modo utile per guadagnare qualche soldo. «Alcune persone gentili mi danno dei pacchi da consegnare, mentre altre chiedono un passaggio. In una buona giornata posso guadagnare fino a cinquemila scellini (2 euro)» ha detto Costa.

Grazie alla formazione ricevuta da Adra, il giovane utilizza le tecniche apprese per proteggersi, e guarda al futuro con speranza. «Ringrazio e apprezzo Adra per la clinica che cura il cancro della pelle. Adesso la mia pelle è liscia e sana», ha detto Costa, mostrando le braccia «Guardate! Non ci sono più i punti che avevo prima».

 

 

Fonte: Il Messaggero Avventista

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