INTERVISTA A WILLIAM COSTA JR.

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Williams-Costa12745William Costa Jr è direttore della comunicazione alla Conferenza generale dal 2010.
Ha seguito da vicino la preparazione e la realizzazione del lm “Tell the World” (in italiano: “Dillo al mondo) il cui lancio a livello mondiale è avvenuto il 22 ottobre scorso. Questo film racconta la vera storia degli inizi della chiesa avventista. Questa drammatizzazione su grande schermo ha comportato 42 giorni di riprese sia in estate che in inverno, con 95 attori professionisti, 157 operatori della squadra tecnica e 100 comparse. Sono state lmate più di 200 scene tratte da un copione di 170 pagine.

 

Da dove viene l’iniziativa e il finanziamento della produzione del film Tell the World ? 

Tell the World è un’iniziativa della Divisione Pacifico Sud. Più precisamente, l’Unione australiana ha assunto il coordinamento di questo evento. All’epoca, il presidente era il pastore Chester, che sostenne l’idea di questa produzione per presentare cinematograficamente gli inizi della chiesa avventista. Questo ha comportato molte ricerche ed analisi affinché questo progetto fosse il più corrispondente a ciò che veramente successe e potesse quindi essere un documento storico sulla nascita della chiesa avventista del 7° giorno.

Quali sono gli obiettivi e a quale pubblico è rivolto questo film?

L’obiettivo di questo film è di registrare quali sono stati gli inizi della chiesa avventista. Così che in portoghese e in spagnolo il titolo scelto è “Como tudo começou” (Come tutto iniziò), poiché in effetti si tratta della narrazione di fatti precedenti alla grande delusione, poi della perseveranza, ricerca e scoperta della posizione di Gesù nel santuario celeste, e infine dell’organizzazione della chiesa avventista, con l’inizio delle sue opere nel campo medico, educativo, missionario e tante altre iniziative che ritroviamo ancora oggi nella chiesa.

Come si è svolta la produzione del film in merito alla squadra, agli attori, al luogo delle riprese?  È la chiesa che si è occupata di tutto?

La chiesa in Australia è molto forte nel campo dei media. Possiede un centro con un’ottima infrastruttura, soprattutto per la fase preparatoria della produzione. Si avvale di persone sperimentate e competenti per la scrittura del copione, la programmazione, ecc. padroneggiando perfettamente l’aspetto tecnico. Con questa base, nel centro dei media situato a Sidney, hanno assicurato tutta l’infrastruttura del film. Poi per una questione finanziaria e di qualità degli attori è stato scelto il Canada come luogo per le riprese. La chiesa ha organizzato tutto, in accordo con la squadra progettista, ha scelto attori e attrici, definito la distribuzione delle parti, fatto i contratti. Le riprese di questo racconto storico si sono svolte in luoghi molto simili a quelli in cui tutto è iniziato negli Stati Uniti

Come pensa la chiesa mondiale che debba essere utilizzato questo film da parte dei suoi membri?

La chiesa mondiale si aspetta che il film venga utilizzato nei gruppi di casa, nelle chiese, nelle istituzioni, con i media che possiede, per esempio Hope Channel, e soprattutto tramite internet. Si spera che questo film possa essere un potente strumento affinché gli avventisti siano fortificati e stimolati dallo spirito dei pionieri e dal modo in cui tutto iniziò. Inoltre che i non avventisti possano farsi un’idea dell’idealismo, dello spirito di sacrificio e di attaccamento dimostrato da coloro che hanno iniziato la nostra chiesa. Ci si aspetta che con questo film la fede di fratelli e sorelle sia rinvigorita; che possa costituire un pretesto per gli avventisti di entrare in contatto con coloro che non lo sono. Attualmente è disponibile in 4 lingue. È assai facile poter accedere al film e ai supporti promozionali, scaricandoli semplicemente da internet, per utilizzarlo sia come testimonianza sia per l’evangelizzazione.

La realizzazione di Tell the world e il suo lancio in ottobre ha un nesso con il film di Mel Gibson su Desmond Doss? È una risposta alla domanda “Chi sono gli avventisti?”

Non c’è alcun nesso con il film di Mel Gibson e non pretende neppure di rispondere alla domanda “Chi sono gli avventisti? Ma penso che, come Dio dirige ogni cosa, ci sia una felice coincidenza. Perché Desmond Doss dice chiaramente che era avventista, che serbava il Sabato, che era un uomo di preghiera. Arruolatosi volontariamente nell’esercito, si rifiutò di portare qualsiasi tipo di arma in quanto appartenente alla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno e diventò di conseguenza un soccorritore militare. Fu umiliato in caserma perché studiava la Bibbia, ma fu un eroe di guerra per tutte le azioni intraprese per salvare. Crediamo che questo film avrà un grosso impatto nel mondo. È un film molto violento che la chiesa non raccomanda di vederlo. Ma certamente milioni di persone lo vedranno e si porranno delle domande: perché il Sabato? Perché la chiesa? Chi ha chiesto a Desmond Doss di vivere così? E allora penso che il film Tell the world possa essere un mezzo positivo per dare delle risposte a questa gente sugli avventisti. Ma nulla è stato fatto intenzionalmente per collegare una produzione con l’altra.

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