Il potere dell’apprezzamento

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Come possiamo apprezzarci a vicenda per avere la forza di continuare a crescere?

 

Seth Pierce, pastore avventista, oratore e comunicatore, ha accettato l’invito a diventare professore associato di comunicazione all’Union College, una scuola avventista di Lincoln, Nebraska, Stati Uniti. Qui di seguito, Pierce condivide la sua esperienza nel ricoprire questo nuovo incarico, nel contesto del ruolo che l’apprezzamento può avere nel rendere le nostre vite più felici e appagate. – Gli editori

Ho sviluppato una nuova forma di rispetto per gli insegnanti. Naturalmente li rispettavo anche prima di accettare questo mio nuovo incarico come membro della facoltà dell’Union College, ma ora li rispetto davvero. Anche se avere le estati libere e i fine settimana liberi è una nuova (e gradita) esperienza, la pianificazione delle lezioni del primo anno è piuttosto… intensa. Nonostante io abbia un carico di insegnamento ridotto per questo primo anno, tutto il mio tempo libero viene speso per la pianificazione delle lezioni. Ogni video che vedo, ogni meme divertente, ogni articolo interessante… valuto tutto, considerando un eventuale utilizzo in classe. Ironia della sorte, dico ai miei studenti di non “ammazzarsi” di studio, che invece è esattamente quello che fanno tutti gli insegnanti durante il loro primo anno di attività, o almeno questa è finora la mia esperienza.

Mentre ora le cose si stanno velocizzando un pochino, la prima settimana del mio primo anno di “insegnamento” è sembrata durare un’eternità, con tanti nuovi ritmi, nuovi volti e nuove sfide. Tuttavia, quando sono arrivato alla fine della settimana, c’era un piccolo regalo nel mio ufficio. Si trattava di un sacchetto con dei dolcetti e un biglietto incoraggiante da parte della nostra dirigente, Elena. Ognuno dei professori aveva ricevuto uno di questi sacchetti, come congratulazioni per aver superato la prima settimana. Ha significato molto, ci ha dato un incoraggiamento necessario per andare avanti.

 

Apprezzamento: sì o no?

Nel libro “How Full Is Your Bucket?” di Tom Rath e Donald Clifton, i ricercatori discutono del potere dell’apprezzamento. Fanno le loro considerazioni partendo da una storia commovente su come la negatività ha colpito i prigionieri nella guerra di Corea. L’approccio dei nordcoreani è stato quello di “negare agli uomini il sostegno emotivo che deriva dal rapporto interpersonale”. Il risultato era che gli uomini sarebbero morti di “rinuncia” o “denutrizione”. I ricercatori indicano che il tasso di mortalità in quei campi è aumentato del 38% a causa di questi sforzi intenzionali volti a scoraggiare i soldati prigionieri. Un prigioniero si è semplicemente ritirato in un angolo, avvolto da una coperta, ed è morto due giorni dopo.

Se l’emozione negativa può fare così tanti danni, che cosa può fare allora un’emozione positiva? Come possiamo apprezzarci a vicenda per avere la forza di continuare a crescere? Questo problema ha numerose possibilità di applicazione, ma sono attratto dalla sfida che abbiamo nelle nostre chiese.

 

Esempi biblici

Una difficoltà che ho spesso trovato nel ministero è la riluttanza delle persone ad apprezzare l’altro, col rischio di riempirlo di orgoglio spirituale o col pericolo di dover ringraziare tutti. Nessuna di queste due ragioni è valida, non solo perché lo dice il buon senso, ma perché la Parola del Signore parla spesso di incoraggiarsi l’un l’altro.

Paolo ha spesso praticato il ministero dell’incoraggiamento e della gratitudine. Atti 20:1 dice: “Paolo fece chiamare i discepoli e, dopo averli esortati, li salutò e partì per la Macedonia”. È stato un atto intenzionale, volto a gettare semi positivi nel campo della missione.

Nelle parole iniziali del libro dei Romani, Paolo scrive: “Prima di tutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la vostra fede è divulgata in tutto il mondo” (Romani 1:8). Mentre Paolo dà a Dio la gloria, lo fa alla luce della benedizione che il popolo di Dio è per Lui, e gli fa conoscere il contenuto della sua preghiera apprezzandolo. In un altro passo, quando Paolo contrappone i doni spirituali delle lingue e della profezia, descrive la profezia come significativa per il corpo della chiesa, perché “chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione” (1 Corinzi 14:3).

 

L’esempio di Gesù

Gesù ha anche trovato il modo di esprimere incoraggiamento e apprezzamento. Quando un soldato romano dimostrò più fede di quelli all’interno della comunità religiosa ebraica, la Bibbia dice: “Gesù, udito questo, ne restò meravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato una fede così grande” (Matteo 8:10). Notate che Gesù non si è sentito obbligato a ringraziare tutti, ma non ha avuto problemi a individuare qualcuno che meritava un riconoscimento speciale.

Verso la fine del suo ministero terreno, Gesù disse ai suoi discepoli: “Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire” (Luca 22:15). Gesù non disse queste parole perché aveva un altro sermone da fare e voleva che i discepoli sapessero quanto gli piacesse predicare. Erano gli ultimi momenti che avrebbe potuto passare con i suoi amici più cari, e voleva che sapessero che si prendeva cura di loro.

Il vero pericolo è che, rifiutando di apprezzare e incoraggiare le persone, creiamo una cultura del diritto in cui ci aspettiamo che tutti ci diano ciò di cui abbiamo bisogno (che è anche una forma di orgoglio).

Questo mese, prendetevi il tempo di esprimere a parole o in forma scritta un’espressione di ringraziamento o di apprezzamento nei confronti di amici, familiari, corpo pastorale, o chiunque altro possa avere bisogno di qualche sentimento positivo nel corso delle proprie giornate. E chissà, forse se passassimo più tempo a riempirci i “serbatoi” a vicenda potremmo avere le chiese e le scuole più piene.

E, a proposito, grazie Elena, per il tuo dono di incoraggiamento.

 

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata dalla North Pacific Union Conference Gleaner.

 

 

Di Seth Pierce, della Divisione del nord-Pacifico

Fonte: https://bit.ly/2UcYBrR

Traduzione: Tiziana Calà

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