6 passi verso la libertà: sei emotivamente prigioniero?

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Sei emotivamente prigioniero? Scopri il segreto della libertà con questi semplici e pratici passi.

 

Tutti desideriamo la libertà, ma non sempre siamo così sicuri di cosa sia o di come ottenerla. Se la libertà equivalesse semplicemente al non essere in una cella, allora la stragrande maggioranza di noi dovrebbe essere libera; eppure spesso ci troviamo prigionieri di ansie interne, preoccupazioni, abitudini, compulsioni, paure, depressioni, dipendenze e false supposizioni.

Questa prospettiva ci viene offerta dal dottor Craig Hassed, professore della facoltà di medicina della Monash University di Melbourne. Hassed ha descritto acutamente il dilemma di molte persone che, nella nostra cultura, si sentono emotivamente prigioniere. Ecco sei modi efficaci per avere più libertà, grazie a queste tecniche di gestione dello stress.

 

  1. Esercizio fisico:

Non è solo impegnativo ma addirittura impossibile sentirsi liberi se il proprio corpo è danneggiato e malato. Prendersi cura del proprio corpo non riguarda solo la bellezza e l’apparenza, ma anche la prevenzione di malattie e infortuni. Se diventi malsano e malato, la libertà scompare. Quindi, disciplinati a muovere il tuo corpo ogni giorno per un periodo di tempo prolungato, facendo qualsiasi forma di attività tu preferisca.

 

  1. Passare dalla paura alle fede:

La paura è altamente costrittiva. La fede è molto espansiva. Passare dalla paura alla fede può essere sorprendentemente semplice. Therese J. Borchard, autrice di “Beyond Blue: Surviving Depression & Anxiety And Making The Most Of Bad Genes” (letteralmente, Al di là del vuoto: sopravvivere alla depressione e all’ansia e sfruttare al meglio i cattivi geni), racconta di aver subito un forte esaurimento nervoso e di essere stata portata in ospedale dal marito. “La paura mi consumava; finché non ho visto Gesù”.

 

  1. Gestire la propria mente

Sei tu che gestisci la tua mente o è la tua mente che gestisce te”, dice un comune proverbio contemporaneo. Molte persone non sono consapevoli dei pericoli che si nascondono quando la mente è squilibrata.

Questo è probabilmente il motivo per cui l’apostolo Paolo cita l’importanza della gestione della mente: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2).

“Usare la nostra vita per dare beneficio o per danneggiare noi stessi e gli altri dipende dallo stato della nostra mente”, afferma l’autore Glenn H. Mullin.

Ecco uno sfortunato esempio di una mente che provoca autolesionismo. Nei giorni precedenti la seconda guerra mondiale, una vedova in America aveva una piccola impresa di pulizie. Un giorno, durante la sua assenza, il negozio prese fuoco e quando tornò, non rimanevano che fumo e cenere.

Sotto shock, fu vista camminare in cerchio intorno alle rovine. Tre giorni dopo, venne trovata morta. Purtroppo, la donna, sconvolta, si era tolta la vita. Coloro che la conoscevano affermarono che aveva una grande sfiducia nelle banche e che probabilmente aveva dei contanti nascosti nella lavanderia, che, ovviamente, erano andati distrutti nell’incendio.

Anche se il certificato di morte riportava “suicidio” come causa della morte, un esame più attento avrebbe potuto concludere che la causa della morte era una debole gestione mentale. I suoi pensieri si concentravano interamente sulla perdita e la distruzione, senza lasciar spazio a pensieri di ricostruzione e restauro. Molti altri hanno sperimentato una completa devastazione finanziaria, costretti a dichiarare bancarotta, ma sono riusciti a sopravvivere e a riprendersi dalle perdite. Tutto si riduce a un’abile gestione della mente.

 

  1. Seguire il proprio percorso

Troppo spesso, la direzione della nostra vita ci viene imposta da altri. Se non stai facendo ciò che senti essere significativo e importante, allora qualsiasi senso di libertà sarà assente.

Considera l’esperienza di Tanaaz Chubb: “Ricordo quando andavo a scuola e la pressione che ti veniva messa addosso per ottenere buoni voti, in modo da poter frequentare una buona università, prendere una laurea e trovare un buon lavoro. A quel tempo non mi chiedevo davvero perché tutto ciò fosse importante. Credevo solo di doverlo fare perché era quello che tutti mi dicevano ed era quello che ci si aspettava da me.

È stato solo quando ho avuto il mio risveglio spirituale che ho capito che la vita è molto più di questo, e che buoni voti e una professione ‘rispettabile’ erano piuttosto insignificanti per me e per il tipo di vita che volevo condurre. Volevo forgiare il mio cammino e volevo la libertà di seguire la mia intuizione e la mia creatività”.

Di conseguenza, ha lasciato il suo lavoro, è diventata una blogger di successo e ha scritto diversi libri tra cui “The Power Of Positive Energy” (letteralmente, Il potere dell’energia positiva).

 

  1. Recitare questa frase: “Non è una tragedia!”

L’autrice Natalie Goldberg racconta l’esperienza di sua nonna. Quando questa aveva 26 anni e viveva in Francia, i nazisti arrivarono a Parigi e una delle prime cose che fecero fu prendere i genitori della donna. I nazisti spiegarono che li avrebbero portati in campi di lavoro per aiutare lo sforzo bellico.

Poi i nazisti tornarono e presero tutti gli uomini della famiglia; così, ben presto, anche il marito e il fratello della donna non ci furono più. I nazisti tornarono ancora: questa volta presero donne e bambini.

La donna si rese conto che erano tutti stati presi e capì che nessuno sarebbe tornato indietro. Così, prima che venissero a prendere lei e sua figlia di cinque anni, prese contatto con i movimenti di resistenza che le aiutarono a nascondersi per tre anni. La donna lavorò clandestinamente, nascondendosi in piccole città e villaggi francesi e facendo qualsiasi cosa fosse necessaria per sopravvivere.

Goldberg dice che la donna è arrivata negli Stati Uniti e oggi ha quasi 80 anni. Ogni volta che uno dei suoi nipoti o pronipoti va da lei con un problema, dicendo: “Oggi hanno ridotto il personale e ho perso il lavoro”, la nonna ascolta in silenzio, con attenzione e rispetto, e poi risponde semplicemente: “Non è una tragedia!”

 

  1. Disinnescare la rabbia

Chi è incline ad arrabbiarsi genera ulteriore stress nella propria vita e in quella degli altri. Non deve essere così. “La rabbia non capita solo a noi. Se siamo in grado di catturare un pensiero rabbioso mentre sta nascendo, possiamo lasciarlo andare”, ci ricorda l’autore John Daido Loori.

Ecco una storia istruttiva per disinnescare la rabbia. Con il permesso del monastero, Abbott, un monaco, prese in prestito una vecchia barca e andò a remare in mezzo a un lago per la sua meditazione pomeridiana. Era un posto veramente tranquillo per meditare, mentre la barca galleggiava dolcemente.

Dopo più di un’ora di silenzio indisturbato, sentì l’urto di un’altra barca contro la sua. Con gli occhi ancora chiusi, poteva sentire la rabbia gonfiarsi dentro di sé contro il barcaiolo negligente, che non era riuscito a impedire la collisione delle due imbarcazioni in mezzo al lago.

Aprendo gli occhi, tutto ciò che vide fu una barca vuota: si rese conto che la barca si era evidentemente slegata dal molo e che era semplicemente andata alla deriva nel lago, urtando la sua. Immediatamente, il monaco sperimentò un lampo di illuminazione, che gli sarebbe servito per il resto della sua vita.

La rabbia è dentro di me, pensò. Tutto ciò di cui la rabbia ha bisogno è una spinta dall’esterno per essere innescata e provocata da me stesso.

Da quel momento in poi, ogni volta che un’altra persona lo irritava e che lui poteva sentire anche la più piccola rabbia salire, si ricordava dolcemente: “L’altra persona è una barca vuota, che galleggia. La rabbia è dentro di me”.

Infine, fidati di te stesso e della tua intuizione sul modo in cui devi vivere la tua vita. Sii motivato e guidato da questo pensiero dell’autrice e psichiatra Judith Orloff: “Possiedi un’intelligenza intuitiva così potente che può aiutarti a guarire, alleviare lo stress e trovare la libertà emotiva”.

 

 

Di Victor Parachin, ministro consacrato, educatore specializzato nel lutto e autore di diversi libri sul dolore. Vive a Tulsa, Oklahoma, Stati Uniti.

Fonte: https://signsofthetimes.org.au/2021/09/6-steps-to-freedom-are-you-emotionally-imprisoned/

Traduzione: Tiziana Calà

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