Cuba: restare saldi nonostante i disordini

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I vertici della Chiesa chiedono alla famiglia avventista mondiale di digiunare e pregare per loro.

 

I dirigenti avventisti a Cuba non hanno potuto raggiungere i membri di chiesa quando le proteste antigovernative si sono intensificate nella nazione insulare.
“Si tratta di una situazione senza precedenti qui” ha affermato il past. Aldo Joel Pérez, presidente dell’Unione avventista cubana “Abbiamo bisogno di ricevere forza da Dio, perché viviamo per fede”.

Le proteste, iniziate l’11 luglio, sono seguite alle interruzioni di energia elettrica, alle continue chiusure anti-Covid-19 e alla scarsità di cibo e farmaci. Il virus avanza nel Paese con 6.000 nuovi casi di infezioni al giorno, anche i decessi sono in aumento. Molti avventisti si sono ammalati di Covid-19, cinque sono morti dal 2020, ma la maggior parte si è ripresa. Le chiese rimangono chiuse e gli uffici amministrativi dell’Unione e delle quattro Federazioni avventiste hanno da poco ripreso ad aprire part time.

 

 

Al momento non è disponibile alcun servizio Internet in tutta l’isola. Il web è la principale forma di comunicazione della chiesa per tenere i servizi religiosi del sabato, gli incontri di preghiera, gli studi biblici e per far circolare le informazioni importanti. Ma a preoccupare di più sono la scarsità di cibo, l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e la mancanza di medicine. Per questo i dirigenti hanno chiesto di pregare e digiunare con più fervore, soprattutto nelle ultime due settimane, ha riferito il presidente. “Giorni fa, un familiare di uno dei nostri dirigenti d’Unione è rimasto ferito in un incidente con la sua moto. È andato in ospedale ma non c’erano antidolorifici. Il personale sanitario ha preso parti del materiale del soffitto da utilizzare come gesso per il ginocchio fratturato”.

“Non ci sono antibiotici, né siringhe” ha aggiunto Perez “Un vicino è venuto a chiedere assistenza medica e, grazie a un container arrivato dalla Andrews University, siamo riusciti a dargli dell’aspirina”.

 

 

Nonostante le difficoltà, il presidente della Chiesa ricorda che Dio sta operando miracoli tra il suo popolo. Negli ultimi due sabati si sono svolte veglie di preghiera in tutta Cuba. Il 10 luglio, l’intera denominazione sull’isola ha preso parte a una giornata di digiuno e preghiera, e molti in Spagna e negli Stati Uniti si sono uniti a loro per pregare per la pace, la protezione e per una maggiore fede.

Pérez è riuscito a comunicare con i dirigenti delle Federazioni avventiste sull’isola solo tramite linee fisse o cellulari. “Da ieri [12 luglio] molti dei nostri amministratori ecclesiali hanno difficoltà a raggiungere i pastori nel loro territorio”, ha affermato. La Chiesa avventista a Cuba ha più di 100 pastori distrettuali che si occupano di circa 345 chiese e sovrintendono a 2.000 piccoli gruppi.

“Chiediamo le preghiere di tutti… in tutto il mondo, per non sentirci soli e per domandare a Dio di operare per la pace e la riconciliazione nella nostra nazione” ha concluso Perez.

 

Fonte: HopeMedia Italia

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