Un dialogo tra bianchi

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Una conversazione su razze e politica

Recentemente, durante una cena con un gruppo di amici, è emerso il tema delle relazioni razziali.

“Da persona bianca che difende la giustizia razziale”, disse una sorella, guardando nella mia direzione con sguardo deciso e curioso, “devi avere delle conversazioni interessanti con altri bianchi. Come persona di colore, mi piacerebbe essere invisibile nella stanza per ascoltare il tipo di cose che vengono dette e le risposte date”.

“È una grande idea”, risposi. “Forse scriverò qualcosa a riguardo. Un articolo potrebbe essere la cosa migliore, visto che non è possibile diventare invisibili”.

Quindi, ecco le cose più comuni che sento dai bianchi riguardo alle relazioni razziali messe insieme in un’unica conversazione. Chiameremo il nostro uomo semi-immaginario Bob.

 

Un dialogo tra bianchi

Ty, devi davvero concentrarti sulla predicazione del Vangelo, senza farti distrarre da questioni politiche come il razzismo. È un argomento controverso.

 

Grazie Bob, apprezzo la tua preoccupazione. Sei consapevole, tuttavia, che Gesù non solo predicava il Vangelo, ma incarnava il Vangelo nel modo in cui trattava le persone? In Atti 10:38, Luca scrive: “Come Dio ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere, del diavolo, perché Dio era con Lui”.

Infatti, alcuni dei suoi contemporanei, in particolare quelli che erano favoriti dai sistemi del tempo, non amavano che Gesù si schierasse dalla parte degli oppressi. Si infuriavano ogni volta che Gesù si schierava dalla parte di coloro che erano al di fuori dei favoritismi sociali e al di sotto del potere politico. Quindi, sì, era una situazione controversa, ma era necessaria. Ricordati che Gesù disse: “Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada” (Matteo 10:34). Portare Gesù laddove ci sono ingiustizie non è una distrazione Bob, né tantomeno è contrario al Vangelo. È importante, specialmente se il Vangelo deve avere un significato tangibile.

 

Ma Ty, i cristiani non dovrebbero forse rimanere fuori dalla politica?

 

Sì e no. Penso che tu stia confondendo il legittimo coinvolgimento politico con un coinvolgimento politico illegittimo. Visto che crediamo nella libertà religiosa, crediamo nella separazione tra Chiesa e Stato. Quindi, non crediamo che la chiesa dovrebbe usare lo stato per imporre le proprie credenze teologiche e le proprie pratiche di culto sulla libera coscienza umana. In realtà, questa è la libertà religiosa. Crediamo nella lotta contro l’oppressione religiosa e nella difesa del diritto di culto di una persona secondo la propria coscienza, indipendentemente dalla propria appartenenza religiosa”. In altre parole, l’idea che lo Stato si associ con la Chiesa per far rispettare un particolare insieme di credenze religiose è un tipo di politica di cui non vogliamo avere niente a che fare.

Ma per quanto riguarda le relazioni umane, nelle varie situazioni di uguaglianza e di giustizia, i cristiani dovrebbero essere i primi ad avere un ruolo nell’attivismo politico. Bob, se i cristiani fossero rimasti fuori dalla politica, la schiavitù non sarebbe stata abolita e le donne non avrebbero potuto votare o avere dei beni propri. Se i cristiani fossero rimasti fuori dalla politica, non ci sarebbe mai stato il movimento per i diritti civili o l’attivismo di pastori come Martin Luther King Jr. e avremmo ancora la segregazione razziale. I cristiani erano una forza formidabile in questi movimenti cruciali e dovrebbero ancora oggi sfruttare la loro influenza per far progredire la causa della giustizia razziale e dell’uguaglianza.

 

Ma la schiavitù è finita da molto tempo, Ty. Come hai appena detto, è stata abolita. Allora perché non possiamo semplicemente andare oltre?

 

Beh Bob, perché sì, è finita…ma non del tutto. È finita come istituzione legale, ma le conseguenze della schiavitù sono ancora presenti nei nostri sistemi economici e di giustizia penale. “Loro” non possono andare oltre perché parliamo ancora di “noi” e “loro”. Michelle Alexander nel suo libro “The New Jim Crow” afferma: “Non abbiamo messo fine alla casta razziale in America; l’abbiamo semplicemente ridisegnata”. A dire il vero Bob, ci sono sistemi, più o meno espliciti, che sono fondamentalmente oppressivi e razzisti, sistemi che devono essere sfidati e superati per una semplice ragione: sono sbagliati; sono ingiusti, imparziali e persino anti-costituzionali.

 

Ma Ty, non è giusto che i miei soldi duramente guadagnati mi siano tolti con le tasse e usati per dare alle persone delle cose che non si sono guadagnate.

 

Ok Bob! Ecco allora qual è il vero problema. Non sei preoccupato che io mi distragga dal Vangelo “occupandomi” di politica, ma che io non condivida le tue opinioni politiche. Se fossimo dello stesso parere, non avresti questa preoccupazione.

 

Beh, no, penso solo che sia ingiusto dover pagare per qualcosa con cui non ho niente a che fare. Voglio dire, Ty, chiedono risarcimenti (ovvero denaro gratis) a persone che non hanno nulla a che fare con la schiavitù. È ridicolo.

 

Prima di tutto Bob, non chiedono soldi gratis. Chiedono proprio le cose che dici essere importanti per te: equità, giustizia, rimedio del torto subito. Il tuo pensiero finanziario è giusto, perché ti preoccupi dell’equità; anche loro se ne preoccupano. Credi che le persone non dovrebbero ottenere denaro gratis, esattamente quello che pensano anche loro. Loro credono, come me, che se il denaro rubato viene restituito alla persona che è stata derubata, non si parla più di denaro gratis. Proviamo a vederla così:

Mio zio Jedediah ha rubato la Toyota Camry di tuo zio Gunther, guidandola per 100.000 miglia consegnando giornali a domicilio, occupazione che l’ha reso ricco. Poi l’ha data a me; io ho fatto altre 50.000 miglia, consegnando pizze a ricchi intenditori, che mi offrivano grandi mance che ho utilizzato per pagarmi la mia istruzione universitaria. Con la mia laurea ho ottenuto un buon lavoro, ho comprato una grande casa e ho regalato la macchina a mia nipote Donatella.

Donatella l’ha usata per ottenere un lavoro come assistente legale, dove ha conosciuto un bravo ragazzo di nome Rodrick Sebastian Tennyson III. I due, Donna e Rod, si sono sposati e hanno avuto un bel bambino che hanno chiamato, per motivi sconosciuti, Bob. Poi il piccolo Bob è cresciuto e ha ereditato la macchina, cosa che gli ha permesso, al contrario dei suoi coetanei, di diventare subito un’autista Uber.

Di chi è la macchina?

 

Okay Ty, capisco cosa intendi dire. Tutte queste persone della famiglia di Jedediah hanno tratto vantaggio da un’auto che è stata rubata a Gunther. Quindi, se i nipoti di Gunther chiedessero a Bob di riavere la macchina, non starebbero chiedendo una macchina gratis, ma starebbero chiedendo di avere la loro macchina. E se Bob scoprisse la verità sulla storia dell’auto rubata e la restituisse ai nipoti di Gunther, non starebbe dando loro un’auto gratis, ma starebbe semplicemente restituendo la macchina al legittimo proprietario.

 

Esattamente, Bob!

 

Ma Ty, io non ho mai posseduto schiavi e nemmeno altri americani ancora in vita.

 

È vero, non hai personalmente posseduto schiavi, nessuno insinua che tu l’abbia fatto. Ma sei in possesso di proprietà rubata, come lo sono io. In questa intricata rete di privilegi, l’essere bianchi ci offre protezione e vantaggi che molti afro-americani in questo paese non hanno. Così, il minimo che possiamo fare è rendere equo il campo di gioco, in modo che possano recuperare quanto perso e avere una chance di farcela.

 

Ok, lo capisco. Ma io non sono razzista. Mi piacciono le persone di colore! Anzi, a dirla tutta, ho anche degli amici di colore!

Sei mai stato a casa di questi tuoi amici, Bob?

No.

Qualcuno di loro è mai stato a casa tua?

No.

Okay Bob, non sono tuoi amici. Certo, potrebbero starti simpatici, ma non sono tuoi amici. Ma il problema non è se ti piacciono o meno le persone di colore, non è quello che ci chiedono; a molti, se non alla maggior parte, non importa piacere ai bianchi. Quello che chiedono è molto più elementare e sostanziale: giustizia e uguaglianza. E onestamente, entrambe le cose non hanno niente a che fare con il sorridere o l’essere gentili.

 

Beh, io non ho niente contro di loro.

 

Non ne dubito, Bob. Ma fai qualcosa per loro? Nel contesto americano, essere “non-razzista” non basta. L’unica posizione accettabile per un bianco è quella di essere “anti-razzista”.

 

In che senso? Che cosa significa essere “anti-razzista”?

 

Questa sì che è una domanda, Bob. Uno studioso di nome Ibram X. Kendi ha da poco scritto un libro intitolato “How to Be an Antiracist”. Dovresti dargli un’occhiata. In esso afferma che “essere anti-razzista è una scelta radicale di fronte a questa storia, che richiede un riorientamento completo della nostra coscienza”. Il fatto è, Bob, che essere “non-razzista” equivale a mantenere lo status quo di disparità e ingiustizia. Come disse una volta Edmund Burke: “L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che l’uomo buono non faccia niente”. Essere “anti-razzista”, quindi, vuol dire schierarsi contro il razzismo e usare la propria influenza per rimuoverlo da ogni angolo oscuro della nazione. Solo agendo si potranno vedere i cambiamenti che devono essere fatti.

 

Capisco quello che stai dicendo, Ty.

 

Grazie per avermi ascoltato, Bob.

 

Un appello al dialogo

Per cambiare la coscienza dei bianchi e delle persone di colore intorno al tema della razza e della politica, dobbiamo essere disposti a parlare tra di noi e con gli altri. I bianchi e i neri che si impegnano per l’uguaglianza razziale devono, in primo luogo, conversare con i loro rispettivi amici e familiari che non si sono ancora convertiti a questa causa di giustizia. Una volta che decideremo di impegnarci ad avere conversazioni difficili, sia tra di noi che con gli altri, una volta che ci impegneremo a leggere i materiali necessari per ampliare la nostra comprensione e, infine, una volta che ci impegneremo a realizzare dei cambiamenti sostanziali, allora cominceremo a vedere la giustizia e l’uguaglianza, sia nella politica che nel cuore delle persone. Siamo quindi aperti al dialogo!

 

 

Di Ty Gibson

Fonte: https://bit.ly/2uGJ62P

Traduzione: Tiziana Calà

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