Delusi dall’amore

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Tutto è iniziato quando avevano 17 anni.

Lei disse che era stato un incidente; lui disse che era stato intenzionale. Erano una coppia di studenti universitari a una festa del sabato sera, quando lei scivolò davanti a lui. Qualunque sia la verità, quando lui (un giovane inglese, alto e bello) si chinò elegantemente per aiutarla ad alzarsi, e lei (una timida bellezza scandinava) sorrise dolcemente, si accese qualcosa che, alla fine dell’anno, le sembrò molto simile all’amore. Così, quando arrivò il momento di tornare a casa in Svezia, lei propose un ultimo incontro. Lui non si presentò mai.

Il viaggio di ritorno a casa fu caratterizzato dalla delusione. In cima alla torre Eiffel, guardò con nostalgia verso Londra, comprò una cartolina e scrisse “Mi manchi”. Funzionò. Le braci morenti si infiammarono e le lettere cominciarono a essere numerose.

Ma poi scoppiò la guerra. La corrispondenza venne censurata e i viaggi tra i paesi divennero impossibili.

Gli amici benintenzionati in Inghilterra lo incoraggiarono a dimenticare il suo amore scandinavo e a notare le belle ragazze della patria. Gli amici svedesi la esortarono ad accontentarsi di uno spasimante locale piuttosto che aspettare uno straniero che forse non avrebbe mai più rivisto.

 

Ma il vero amore aspetta; e quando, dopo sette lunghi anni, fu dichiarato il “cessate il fuoco”, lei prenotò un posto sulla prima nave che attraversava il Baltico in direzione Londra.

Era una fredda mattina di novembre, il giorno in cui la nave di lei doveva arrivare a Southampton. Lui era di buon’ora sulla banchina del porto, scrutando attraverso la fitta nebbia londinese per intravedere la sua amata. Finalmente, la sagoma di un piroscafo apparve nella nebbia. Il suo cuore cominciò a battere forte, mentre i suoi occhi scrutavano avidamente i pontili. Ed ecco una mano che si agitava. Salutò con la mano; e più forte la salutava, più desiderosa era la risposta. Ma mentre la nave si avvicinava, vide che la persona che stava salutando era vestita non con una gonna, ma con un completo da uomo. Stava salutando la persona sbagliata!

 

La maggior parte di noi passa la vita a salutare e “celebrare” una cosa o l’altra, una relazione ideale, una casa da sogno, una grande vacanza all’estero, una carriera brillante, credendo che ciò che stiamo salutando sia ciò che stiamo veramente cercando. Ma poi succede qualcosa che suggerisce che non è così.

CS Lewis lo dice bene: “I desideri che sorgono in noi quando ci innamoriamo per la prima volta, o pensiamo per la prima volta a qualche paese straniero, o ci occupiamo per la prima volta di qualche argomento che ci emoziona, sono desideri che nessun matrimonio, nessun viaggio, nessun apprendimento può davvero soddisfare. Non sto parlando ora di ciò che ordinariamente verrebbe chiamato matrimonio o vacanza o carriera erudita. Sto parlando dei migliori possibili. C’era qualcosa che abbiamo afferrato, in quel primo momento di desiderio, che semplicemente svanisce nella realtà”.

Molte persone perdono il punto e danno la colpa alle cose stesse. Era la relazione sbagliata; la vacanza era falsamente pubblicizzata; la casa dei sogni era nel luogo sbagliato. E così passano la vita a vagare da un partner all’altro, da un continente all’altro, da una casa all’altra, sempre pensando che l’ultima sia finalmente “la cosa vera”, e sempre delusi.

Altri dicono che è tutto un miraggio, e si dovrebbe imparare a sistemarsi e reprimere quella parte di sé che “punta alla luna”.

Ma per altri, i desideri sono reali e dovrebbero essere presi sul serio. Lewis dichiara: “Se trovo in me un desiderio che nessuna esperienza di questo mondo è in grado di soddisfare, la spiegazione più probabile è che […] i piaceri terreni non sono mai stati destinati a soddisfarlo, ma solo a suscitarlo, a suggerire la cosa reale”.

 

“Il Re Salomone ha messo il dito sul cuore della questione. ‘Dio […] ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità’ (Ecclesiaste 3:11). Se è così, devo fare attenzione, da un lato, a non disprezzare mai, o essere ingrato per queste benedizioni terrene, e dall’altro, a non scambiarle mai per quel qualcos’altro di cui sono solo una specie di copia, eco o miraggio” (Mere Christianity, p118).

Quanto sarebbe tragico passare tutta la vita a salutare la cosa sbagliata, e non capire di cosa si trattava.

 

Finì bene al porto, quella mattina presto nella nebbia di Londra. L’amore della vita di mio padre era su quella nave; lei era sotto coperta nella sua cabina, a farsi bella per la tanto attesa riunione. E sì, vissero felici e contenti ed ebbero quattro figli.

 

 

Di Roger Vince, pastore della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno di Norfolk Island

Fonte: https://record.adventistchurch.com/2021/11/02/disappointed-with-love/

Traduzione: Tiziana Calà

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