Ti chiama per nome

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Qualcuno ti sta chiamando. Sei in ascolto? 

 

Ho una collega che ama gli animali. Farebbe di tutto per aiutarli e spesso lo fa. Recentemente mi ha chiesto di pregare per un cane randagio. Mi ha mandato alcune foto di un bellissimo cane che viveva in un cantiere edile, mangiava dai bidoni della spazzatura e dormiva in un cimitero. Lei, insieme ad altre persone, volevano prenderlo, per aiutarlo. 

 

Per quanto si impegnassero, il cane scappava. Hanno usato perfino una grossa trappola, riempiendola di pollo. Hanno provato ad attirarlo con acqua, tonno e tante altre idee, ma niente funzionava. Così hanno fatto un ulteriore passo, chiamando un sussurratore di cani. Un sussurratore è qualcuno che ha la capacità di comunicare con gli animali. Questa persona in realtà è un veterinario comportamentalista, una persona che ha studiato i cani e che, apparentemente, conosce il loro linguaggio. La mia amica mi ha mandato un video di questa persona al lavoro.  

 

Volete sapere che cosa faceva? Abbaiava come un cane. Letteralmente. Una serie di abbai, guaiti e ululati. E come ha reagito il cane? Le ha risposto. Ha abbaiato, guaito e ululato. Era affascinante. La conversazione è iniziata in un campo. A poco a poco il cane si è avvicinato, continuando a parlare con lei. Il cane era ormai nel raggio di tre metri, ma si è spaventato ed è scappato via. Era così vicino. 

 

Quel cane mi ha fatto pensare a quante persone sono così. Viviamo in un modo che pensiamo essere libero, ma in realtà non lo è. Siamo affamati, abbiamo freddo, abbiamo bisogno di conforto e qualcuno ci chiama per nome, smuovendo le nostre corde; eppure noi non rispondiamo. Spesso ci avviciniamo, per poi scappare di nuovo, nella natura selvaggia. 

 

La Bibbia si riferisce in momenti diversi a cose e persone che sono andate perse. Se vi chiedessi di elencarle, potreste facilmente ripeterle: monete, figli, pecore. Gesù dichiarò a Zaccheo la sua missione, quando disse: Il Figlio delluomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto (Luca 19:10). 

 

In Matteo 9:36, Gesù guarda la folla e ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Le persone, come il cane della nostra storia, vagavano, smarrite, anche se un aiuto era a portata di mano. Giovanni 10 si concentra su Gesù come il buon pastore. Gesù chiama le pecore per nome e le pecore riconoscono la sua voce. 

 

Quando Gesù lasciò i suoi discepoli per lultima volta, disse loro che non li avrebbe lasciati soli. Li lasciava con un Consolatore, un qualcuno che conosce il tuo nome e che parla al tuo cuore. Come il sussurratore sembrava saper parlare la lingua del cane, così lo Spirito Santo conosce il nostro linguaggio, le parole esatte che ci toccheranno, per consolarci, per calmarci, per parlarci in modi a noi vicini. 

 

Mia madre è morta circa un anno e mezzo fa. È stato del tutto inaspettato. Mercoledì le colava il naso, giovedì è andata al pronto soccorso per un controllo e venerdì era in terapia intensiva. In questa rapida discesa, un medico mi ha detto che cera un apparecchio speciale per la respirazione che, con il suo consenso, avrebbe potuto fare la differenza. Mia madre era estremamente claustrofobica. Sapevo che avrebbe odiato questo apparecchio, ma desideravo che continuasse a vivere. Mi sono abbassata verso di lei e, senza spiegarle la situazione di crisi che stava vivendo, le ho chiesto di indossarlo. Lei ha accettato. Poco dopo è entrata in uno stato comatoso. 

 

Verso le 11 del sabato mattina, ha cominciato a risvegliarsi, cercando di togliersi lapparecchio dal viso. Continuavamo a dirle di fermarsi. Potevo vedere dai suoi occhi che era davvero infelice. Ma sapevo che lapparecchio laiutava, era il motivo per cui era di nuovo cosciente. Toglierle lapparecchio e sarebbe morta. Lasciarglielo addosso e avrebbe almeno avuto una possibilità. Non volevo prendere questa decisione di vita o di morte. Così decisi che sarebbe stata lei stessa a prendere la decisione. Insieme a mio marito e alle nostre figlie, abbiamo fatto di tutto per cercare di capire i suoi desideri. Le abbiamo fatto ogni tipo di domanda. Facevamo a turno, visto che non lasciavano entrare più di due persone alla volta nella stanza. Alza la mano, tocca questo, sbatti le palpebre. Niente di ciò che faceva era chiaro. Era impossibile comunicare.  

 

Alla fine, verso le 13, il dottore venne a parlarmi; mi disse che lapparecchio stava funzionando ma non mi diede la sua opinione sul continuare o meno. Ero così combattuta. Non volevo prendere la decisione che avrebbe causato la morte di mia madre, specie se aveva una possibilità di vivere. Poi con la coda dellocchio vidi una persona avanzare veloce verso di noi: superò me e il dottore senza nemmeno salutarci e andò dritto verso il letto di mia madre. Era il nostro pastore; veniva direttamente dalla chiesa. Si avvicinò a mia madre, le accarezzò i capelli e chiese: Marilyn, vuoi vedere Gesù?. Lei annuì con forza; non cera alcun dubbio nella sua risposta. Non potevamo crederci! Noi ci eravamo così sforzati, nel tentativo di cercare di comunicare e lui, con una sola domanda, aveva la risposta. Ho dato immediatamente lordine di staccarla dallapparecchio. Abbiamo avuto 45 minuti con mia madre, momenti che conserviamo tutti gelosamente, prima che entrasse in un coma da cui non è più uscita. 

 

Il nostro pastore parlava la sua lingua. Era riuscito a entrare e sussurrare direttamente al suo cuore, al contrario di noi, che non ci eravamo riusciti. E so che alla fine, Qualcuno la chiamerà per nome, e mia madre risponderà, perché conosce la Sua voce.  

 

Lavoro in un ufficio che parla alle persone di Gesù. In questera digitale, abbiamo diverse piattaforme da usare: stampiamo riviste, gestiamo siti web, pubblichiamo sui social media, gestiamo piattaforme video, creiamo podcast. E ogni metodo funziona, a seconda delle preferenze personali: chi preferisce i testi scritti, chi apprezza il materiale video, chi va meglio con il materiale audio 

 

Cerchiamo sempre di migliorare noi stessi. Facciamo tutte le analisi possibili per vedere cosa funziona, in modo da poter incrementare i nostri sforzi, tralasciando quello che invece non riscuote successo. Ma cè unanalisi che non possiamo eseguire, ed è quella dello Spirito Santo, il Sussurratore, colui che parla al cuore degli esseri umani in modi a noi impossibili e sconosciuti. Egli è sempre qui, pronto a toccare i cuori in modi inimmaginabili. Ti sta chiamando per nome, oggi? Ascolta con attenzione, sta parlando la tua lingua. 

 

 

Di Merle Poirier, direttrice operativa per i Ministeri di Adventist Review. 

Fonte: https://www.adventistreview.org/calling-your-name 

Traduzione: Tiziana Calà 

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Avventista Magazine

La rivista ufficiale della Federazione Chiesa Avventista del Settimo Giorno della Svizzera romanda e del Ticino.

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