Uno sguardo femminile – Debora

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Anche se trovate che uno paio di scarpe sia carino e confortevole, se il solo colore disponibile è il viola melanzana con dei tocchi di marrone, combinazione di colori che non vi piace per niente, è molto probabile che non lo comprerete. Se un vostro amico vi offre un cioccolatino, vi informerete  subito  a proposito del ripieno poiché anche se vi piace il cioccolato, il gusto del ripieno determinerà quanto desideriate il dolcetto. Ci sono persone che guardano un film anche se sanno che non è un bel film solo perché sanno che recita il loro attore preferito. Cosa voglio dire con questo? Tutto, assolutamente TUTTO ha un centro d’influenza. Un fattore determinante, un dettaglio che fa la differenza, che induce le scelte. Questo funziona con delle scarpe, i dolci, dei film e pure con le persone. Fate attenzione alla prossima volta in cui un gruppo qualunque si incontra per la prima volta: presto emergeranno dei leader. É una legge quasi certa.

Quando apro la mia Bibbia e leggo la storia di Debora, mi rendo conto di quanto fosse fortemente influenzata. La sua prossimità a Dio era tale che era la persona più degna di fiducia di tutto il villaggio. In un momento di guerra, quando un esercito di 900 carroarmati minacciava Israele, persino il comandante Barac, che aveva autorità e armi in abbondanza, dovette ammettere che la profetessa Debora, minuta e dolce donna che spazzava le foglie del giardino (Giudici 4:4-4), era colei a cui il popolo dava veramente retta. “Barac le disse: Se vieni con me, andrò; ma se non vieni con me, non andrò.” Il generale dovette riconoscere che la presenza di Debora assicurava la sua stessa sicurezza. Ma sapete qual’è la cosa più curiosa di questa storia? Barac pensava che il centro d’influenza d’Israele fosse Debora, invece ignorava il fatto che Debora non si concentrasse su sé stessa. Tutti volevano sempre stare vicino a Debora perché Debora voleva sempre stare vicino a Dio.

Qualcuno più e qualcuno meno, ma abbiamo tutti un terreno d’influenza in vari ambiti; che si tratti di casa nostra, del posto di lavoro, della scuola, chiesa o vicinato. La domanda è come lo sfruttiamo. Esistono dei problemi sui quali non abbiamo un reale controllo, ma quando si tratta di questi altri possiamo fare sempre qualcosa. Debora riconosceva che le crisi attraverso le quali passava Israele erano più grandi di lei, ma al posto di lasciare che lo sconforto prendesse il sopravvento, convertiva tutta l’angoscia in combustibile per alimentare la sua fiducia in Dio. Mi piace riconoscere che ho molto da imparare da questo grande giudice d’Israele e mi rendo conto che lei non ha fatto ciò che era difficile ma ciò che era possibile: ha confidato la sua fede al Dio dell’impossibile.

Il popolo d’Israele non è stato salvato perché Barac poteva confidare in qualcuno come Debora; Israele è stato salvato perché Debora poteva fare affidamento su qualcuno come Dio.

Stephan Max è teologo e giornalista. Attualmente è conferenziere e collabora con dei ministeri diretti ai giovani. Lui è molto fiero di mamma Ieda, una donna di fede.

Tradotto da Eleonora Ricciardo

Lugano – Conferenze
David Jennah, Viaggio di una vita al servizio

Stephan Max

Stephan Max, teologo e giornalista esercitante, conferenziere rivolto verso i giovani.

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