Sinergia e coinvolgimento Della gioventù nelle nostre chiese

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Il Ministero In favore dei Bambini (MIB) incoraggia particolarmente il coinvolgimento dei bambini e degli adolescenti nella vita di chiesa.

Il “sabato del bambino” è principalmente un appuntamento in cui si prevede che i bambini siano i protagonisti, preparando e offrendo alla comunità un programma speciale su un tema biblico.

Anche il tredicesimo sabato lasciamo volentieri spazio ai bambini, per godere della loro spontaneità, semplicità e felicità.

Se ci sono dei bambini che cantano in un piccolo coro, anche questo ci fa molto piacere! Ascoltare un loro brano musicale sarà bellissimo! I bambini che passano a raccogliere l’offerta strapperanno un sorriso ai membri di chiesa e l’atmosfera sarà più gioiosa.

Organizzare con i bambini e con gli adolescenti dei momenti di condivisione del messaggio del Vangelo con tutte le generazioni della chiesa per rendere un culto di adorazione e di lode al nostro Dio, anche questa è un’esperienza indimenticabile e importante! E tutto questo è valido per i bambini, per gli animatori e per la comunità nel suo insieme.

SINERGIA
La condivisione di risorse che si danno forza a vicenda per raggiungere lo stesso obiettivo.

Recentemente un bambino ha chiesto di predicare in chiesa. Innanzitutto, bisogna controllare, verificare, esaminare e considerare se ne è capace, se il resto della comunità saprà trarne un messaggio positivo, se quel sabato ci sono tanti ospiti, ecc.

Coinvolgere i bambini nella vita di chiesa è una cosa estremamente positiva ma non dobbiamo posizionare l’asticella troppo in alto! Sta a noi, animatori, monitori e responsabili MIB, organizzare e prevedere tutto!
Siamo pieni di materiale ma soprattutto abbiamo tantissime idee; che cosa può fare questo bambino? Dobbiamo garantire un’attenta supervisione.

Ed è qui che inizia la sinergia! La condivisione di risorse che si danno forza a vicenda per raggiungere lo stesso obiettivo: predicare la Parola di Dio.

È molto più di una semplice collaborazione tra bambini e adulti; non si tratta nemmeno di una cooperazione per la creazione di un programma già stabilito.

Lasciare il pulpito a un bambino (una pratica piuttosto insolita nei nostri paesi) richiede forza, energia, franchezza e semplicità.

L’interazione avviene molto prima. La sinergia non si vedrà in maniera lampante ma avrà dato i suoi frutti dietro le quinte. In effetti, è proprio durante gli studi biblici in preparazione al battesimo che un bambino ha potuto condividere la Parola di Dio, con lo scopo di essere un Suo discepolo. Per lui, era un aspetto molto importante e al tempo stesso urgente.

I frutti di questo desiderio sono stati molti! Grazie Signore di donarci queste occasioni, grazie di permetterci di cogliere, attraverso le parole di un bambino, la Tua Parola!

Elena Melzi Zagara (FSRT MIB)

 


 

TESTIMONIANZE

Adriel Burgos Viguer (10 anni)

“Sogno di diventare un pastore. Ho chiesto al pastore che mi segue negli studi biblici di poter predicare nella mia chiesa. Un sabato, mi ha dato la possibilità di farlo. Quindi, senza esitare un attimo, ho colto l’occasione e ho preparato un culto sul tema del perdono. Sia mia madre che il mio pastore mi hanno aiutato. Ero un po’ nervoso ma grazie all’aiuto di Dio, sono riuscito a controllare l’ansia e lo stress. Preparando il culto, ho imparato molte cose e ho anche avuto modo di condividere queste scoperte con gli altri membri di chiesa. Per predicare, ho chiesto aiuto a Dio per trovare il giusto argomento e le parole più adatte per esprimermi; non dobbiamo dimenticarci che facciamo tutto questo per Dio e se Gli chiediamo aiuto, ci aiuterà ad affrontare tutti gli ostacoli che si presenteranno. Questa esperienza mi ha molto arricchito e sarebbe bello se i bambini avessero più spesso la possibilità di predicare in chiesa!”.

Rut Jousseaume, mamma di Adriel

“Quando tuo figlio ti dice che vorrebbe fare un culto, gli si dice: è molto bello, un giorno lo farai, caro figlio. Ma quando ti dice che vorrebbe farlo adesso, oltre a rallegrarsene…ci si mette al lavoro! Ci si mette sotto nella preghiera, pronti all’ascolto e lo si accompagna. Non è facile, è una grande responsabilità. È un’arte riuscire a scoprire come aiutarlo senza trasformare le sue idee ma comunque aiutandolo a crescere, a scoprire, a completare e a trovare. Non dimenticate mai che la semplicità e l’autenticità dei messaggi dei bambini conservano una freschezza e una profondità che ci permettono di scoprire il mondo attraverso i loro occhi… Cerchiamo di conservare questa fonte di ricchezza che Dio ci offre, mantenendola più pura possibile per scoprire quello che il Signore ci vuole comunicare”.

 

 

 

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