SE SUPERMAN AFFRONTASSE LA MAMMA

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Una proposta su come onorare le mamme «supereroine», nella festa della mamma

«Se Batman e Superman lottassero insieme, chi pensi vincerebbe?», chiedo a Ben, figlio adolescente di una coppia di amici. Per me la risposta è ovvia. Batman è solo un tizio ricco, in calzamaglia e con una macchina di lusso. Superman, invece, è di un altro pianeta! Non ha nemmeno bisogno di una macchina o di un aereo. E certamente non si affida a una semplice cintura!

Quindi la risposta di Ben mi prende alla sprovvista: «Batman, ovviamente».
«Batman? Ma stai scherzando?».
«Tu hai in mente il vecchio Batman», spiega Ben, «Il nuovo Batman ha una tecnologia che supera ogni immaginazione. Inoltre, lui ha i tirapugni alla kryptonite…». Ebbene, i tirapugni alla kryptonite sono, devo ammetterlo, una svolta.
«E se Batman si scontrasse con Spiderman?», chiedo.
«Ancora Batman», risponde Ben sicuro. E se c’è qualcuno che se ne intende, quello è certamente Ben.

Sto ancora cercando di conciliare la mia nuova comprensione della gerarchia dei supereroi quando vedo un manifesto che dice: «Sono una mamma, qual è il tuo super potere?». E questo mi fa pensare: se Superman, Spiderman o Batman affrontassero una mamma, chi vincerebbe? È vero, le mamme non sono più veloci di una pallottola, né possono sparare ragnatele dai polsi, e non guidano per le cupe strade di Gotham in una macchina con il motore di un jet! Ma le mamme hanno un super potere più emozionante di tutti questi messi insieme: sono state dotate del potere di creare la vita. Può farlo il vostro supereroe dei fumetti?

Allora, come possiamo dimostrare apprezzamento alle mamme supereroine nelle nostre comunità? Tutti esprimono a parole quanto sia grande la maternità e il fatto che bisogna donare cioccolatini, rose e biglietti di auguri alle mamme. In occasione della festa della mamma (l’8 maggio), possiamo anche dare un fiore alle mamme che arrivano in chiesa il sabato. Tutte queste cose sono meravigliose, ma abbiamo mai chiesto alle mamme con bambini piccoli di che cosa hanno veramente bisogno? Io l’ho fatto e decisamente la risposta non è stata una banalità o le caramelle.

È il tempo. Tempo per prendere respiro nel proprio spazio. Tempo per pensare. Tempo per la tranquillità. Tempo per riconnettersi con il proprio coniuge. Tempo per essere se stesse. Non credo che sia perché le mamme di oggi sono più egoiste di quelle del passato. Penso che sia perché la società è cambiata. Spesso le famiglie con bambini piccoli vivono troppo lontano dal resto dei parenti per avere un aiuto regolare. E anche se vivono nelle vicinanze, molti nonni lavorano ancora e alla fine della giornata non hanno l’energia per dare una mano.

Intanto, il costo della vita mette un’enorme pressione sulle mamme di oggi perché tornino al lavoro prima possibile, dopo aver avuto un figlio. E tutto questo lascia molte donne esauste, schiacciate e stressate. Almeno è così che si sentono molte delle mamme che conosco e che hanno bambini piccoli.

Questa è una sfida e un’opportunità per dare aiuto.

Vivo in una parte di Sydney, in Australia, dove gli avventisti sono meno che a Tokyo, in Giappone. Quando abbiamo provato i metodi di testimonianza tradizionali (distribuzione di pubblicazioni, campagne di conferenze, ecc.) i risultati sono stati scarsi. Ma che cosa succede se abbiamo un approccio diverso? Invece di dare alla nostra collettività ciò che vogliamo, perché non le diamo ciò di cui ha disperato bisogno? E se iniziamo pensando di venire incontro alle esigenze delle mamme con bambini?
Come?
E se mettessimo nelle bacheche locali (palestre, scuole, ecc) un invito del tipo: “Meriti un po’ di tempo per te questo fine settimana. Allora, porta i tuoi bambini, dalle 9.30 alle 11.00, il sabato, presso la nostra chiesa. Avremo storie, canti, lavoretti e giochi per loro. È possibile accedere alla nostra webcam di sicurezza per vedere in qualsiasi momento quello che fanno i tuoi figli. Tutti i volontari hanno adeguati controlli di sicurezza per i bambini e la formazione di primo soccorso. È solo un piccolo modo per offrire un servizio alla collettività. È gratuito, ai bambini piacerà e anche a te!». Poi, ogni tanto, i bambini possono partecipare al sermone e i loro genitori possono essere invitati a rimanere ad ascoltare i loro figli che parlano del nostro Dio d’amore.

Ellen G. White dice che solo il metodo evangelistico di Cristo funziona. Qual è l’essenza del suo metodo? Venire incontro ai bisogni pratici delle persone. Se possiamo iniziare a farlo per le mamme con bambini piccoli, beh, non sarebbe… super?

 

Fonte www.ilmessaggeroavventista.it

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