Non esiste un livello sicuro nel consumo di alcol: l’ennesima conferma

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Un importante studio rivela che anche una piccola quantità di alcol risulta dannosa per la salute.

Un importante articolo sul consumo di alcol è stato pubblicato il 23 agosto 2018 sulla rivista The Lancet, un’importante rivista scientifica britannica. Questo studio integra e analizza alcuni nuovi dati dei 694 raccolti in un periodo di 26 anni da 195 località sparse in tutto il mondo.

Si tratta della prima analisi globale che integra i metadati sul consumo di alcol; i ricercatori hanno infatti migliorato l’analisi effettuata in precedenza, quando era stato possibile usare i dati originali. Le loro conclusioni sono rivoluzionarie e dovrebbero cambiare in maniera definitiva il tema mondiale della sanità.

Ecco alcuni dei risultati più importanti:

  • L’alcol è uno dei principali fattori di mortalità e di incidenza delle malattie a livello mondiale; rappresenta inoltre il fattore di rischio più elevato per le persone comprese nella fascia di età dai 19 ai 45 anni.
  • Tutte le cause di mortalità sono risultate associate a qualsiasi livello di consumo di alcol.
  • Il rischio di ammalarsi di cancro aumenta con il consumo di alcol.
  • Gli autori della ricerca hanno confermato che non esiste un livello sicuro nel consumo di alcol; solamente l’astinenza da bevande alcoliche riduce a zero i rischi di mortalità a esso collegati.
  • Il grafico a pagina 11 dell’articolo già menzionato mostra chiaramente come anche solo mezzo bicchiere di alcol al giorno abbia un impatto tangibile sull’aumento della mortalità.
  • I benefici a vantaggio di una buona salute cardiaca derivanti da un ridotto consumo di alcol sono di gran lunga controbilanciati dall’aumento del rischio di cancro e da altri specifici rischi cardiaci.
  • Gli autori osservano che “questi risultati suggeriscono che le politiche di controllo dell’alcol potrebbero dover essere riviste a livello mondiale, concentrandosi sugli sforzi per ridurre il complessivo consumo di alcol della popolazione”. Questa situazione ha forti ripercussioni sulle strategie politiche e di salute pubblica che dovrebbero essere cambiate, nonostante gli interessi acquisiti dall’industria dell’alcol, molto redditizia e influente.

Uno studio afferma che “astenersi dal consumare bevande alcoliche riduce al minimo il rischio complessivo per la salute”.

Questa ricerca conferma che il messaggio sulla salute portato avanti da oltre 150 anni dal mondo avventista aveva lo scopo ultimo di migliorare la qualità e la durata della vita.

Il numero di esperti scientifici che invitano alla cautela riguardo la percezione diffusa secondo cui un consumo moderato di alcol abbia dei benefici per la salute, ha ormai raggiunto una solida credibilità. Sebbene molti studi e ricerche sostengano l’effetto cardio-protettivo dell’alcol (con una consumazione moderata), l’ipotesi non è affatto definitiva. Gli autori sottolineano come i numerosi problemi legati al consumo di alcol comprendano anche un senso di turbamento, il rischio di abuso e di dipendenza, le questioni metodologiche relative al dosaggio, la quantità e il tempo di consumo nel corso della vita e la non rappresentatività delle popolazioni oggetto dello studio nel raggiungere questa conclusione.

C’è anche una viva preoccupazione per la diversità esistente tra la popolazione astemia; quest’ultima infatti rappresenta un gruppo molto eterogeneo, elemento che merita di essere analizzato. Quest’ultima meta-analisi sui dati mondiali pubblicata sulla rivista The Lancet conferma i limiti degli effetti benefici riguardo un consumo moderato di alcol, concludendo così: “L’evidenza degli effetti nocivi dell’alcol è indubbiamente più grande rispetti ai presunti effetti positivi”.

Talvolta persistiamo nella nostra testardaggine, alla ricerca di prove positive a favore del consumo di alcol.

Riassumendo

  • L’alcol è un prodotto largamente consumato.
  • Si tratta del terzo fattore di rischio al mondo per quanto riguarda l’incidenza delle malattie.
  • Il consumo di alcol ha gravi ripercussioni anche sulle famiglie, come per esempio la forte associazione tra questa sostanza e la violenza domestica.
  • L’uso di alcol può creare dipendenza.
  • Il consumo di alcol comporta costi elevati per la società a causa della criminalità e della violenza a esso collegate.
  • La tradizione riporta che un moderato consumo di alcol rappresenta la soluzione per avere una qualità cardioprotettiva ma i presunti benefici per la salute non riguardano tutte le età, etnie e generi esistenti.
  • Qualsiasi presunto beneficio di salute cardiaca è controbilanciato dall’aumento del rischio di cancro e da rischi cardiovascolari, come l’ictus.
  • I più vulnerabili alle conseguenze sul consumo di alcol sono le persone comprese nella fascia di età tra i 19 e i 45 anni; è quindi indispensabile che giovani e adulti vengano a conoscenza di questi dati.
  • Il consumo moderato di alcol è associato a molti effetti negativi sulla salute, sul comportamento e sullo spirito.
  • L’alcol è una nota sostanza cancerogena e non esiste un livello sicuro nel consumo di alcol che possa evitare questa temuta complicazione per la salute; è ormai scientificamente provato che il modo per ridurre al minimo questi rischi di salute è astenersi da tutte le sostanze alcoliche.

Conclusione

Tenuto conto dei notevoli rischi per la salute collegati al consumo di alcol, non esiste una valida base scientifica che ne promuova l’uso per salvaguardare la salute del cuore. Questo è particolarmente vero quando ci sono delle azioni sicure e provate per la prevenzione delle malattie cardiache e la riabilitazione, tra cui l’esercizio fisico, una dieta sana e farmaci che non creano dipendenza, se necessario.

Talvolta persistiamo nella nostra testardaggine, alla ricerca di prove positive a favore del consumo di alcol.

Alcune scelte di stile di vita ci proteggono contro i problemi che l’alcol inevitabilmente comporta: fare scelte informate, esercizio fisico, riposo, sana alimentazione, aria fresca, sole, acqua pulita, fiducia in Dio, sostegno sociale, ottimismo e, ovviamente, temperanza.

I leader del mondo avventista affermano che non esiste una valida base scientifica che promuova il consumo di alcol.

Per definizione, la temperanza ci incoraggia a usare saggiamente le cose buone e salutari, rinunciando completamente a tutto ciò che è dannoso. La temperanza, vissuta attraverso il potere salvifico del nostro Signore Gesù Cristo, serve come base per un’esperienza riempita dello Spirito Santo attraverso la quale celebrare una vita priva di alcol e dei suoi effetti negativi.

Quindi, le persone che non consumano bevande alcoliche dovrebbero iniziare a farne uso? Secondo le recenti prove scientifiche, no, assolutamente no! Coloro che attualmente ne fanno uso, invece, dovrebbero smettere? Sempre secondo le stesse prove scientifiche, sì, assolutamente sì!

Di Peter N. Landless e Duane C. McBride

Fonte: https://www.adventistreview.org/no-safe-level-of-alcohol-consumption-another-compelling-and-robust-confirmation

Tradotto da Tiziana Calà

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