La mania di YouTube e la chiesa

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David Pennington afferma che c’è un numero crescente e preoccupante di membri adulti della chiesa che guardano religiosamente YouTube.

Devo ammetterlo, utilizzo spesso internet. Lo uso ampiamente per fare delle ricerche nei miei campi di interesse: medicina, storia, teologia, biologia (soprattutto riguardanti evoluzionismo vs creazionismo), scienza missilistica (chi mi conosce sa che non sto scherzando!) e a volte anche per mio svago personale o per altri argomenti.

Utilizzo anche internet per gestire circa 30-50 e-mail al giorno, per fare acquisti online e per la gestione finanziaria. Leggo online la rivista Adventist Record e offro regolarmente un aiuto online per risolvere i problemi della mia chiesa locale. Quando ho un problema informatico, di solito cerco online la soluzione. Sulla rete si possono trovare dei consigli su tutto, dalle riparazioni idrauliche all’apprendimento della calligrafia. Questo tipo di apprendimento pratico avviene sempre più spesso attraverso il mondo in rapida espansione di YouTube.

Sono consapevole delle molte insidie di internet, tra cui i porno, le truffe, la pirateria informatica, le frodi online e così via. Come molti, mi sono accorto che gli aspetti negativi di internet colpiscono soprattutto quelli molto più giovani di me, che fanno parte delle generazioni X, Y e Z (Cosa c’è dopo la Z? Forse il mondo sta cercando di dirci qualcosa?). Ma sono i giovani a essere risucchiati in questa rete di corruzione, sicuramente non noi persone adulte.

In quanto “vecchio”, mi viene detto che è più probabile che cada vittima di una frode bancaria su internet rispetto, per esempio, ai miei figli. Ma sicuramente noi della vecchia generazione, più saggi, più diffidenti, più attenti e preoccupati, difficilmente ci lasceremo ingannare dal materiale negativo che troveremo online, no? Da ragazzi, i nostri genitori non ci dicevano forse che non bisogna credere a tutto quello che si legge nei giornali?! E, per molti di noi, questo è avvenuto ancora prima dell’arrivo della televisione!

Ma c’è una problematica in aumento tra i membri adulti di chiesa, un problema che mi sta causando non poca angoscia. Mentre visionare del materiale buono e utile (Hope Channel, 3ABN, ecc.) può contribuire a costruire la nostra fede, esiste “là fuori” tantissimo materiale che, più o meno sobriamente, ci allontana dalle dottrine fondamentali che abbiamo come avventisti del settimo giorno.

YouTube è uno di questi strumenti potenzialmente molto pericolosi. È un social particolarmente attraente per le vecchie generazioni perché richiede una conoscenza minima del computer ed è “passivo”, proprio come il televisore. Non solo, ma gli algoritmi sempre più sofisticati introdotti in questi programmi “sceglieranno” per voi, nella barra laterale, dei contenuti simili rispetto a quelli visionati in precedenza. Un “click” e il gioco è fatto! Si può facilmente entrare in un loop infinito di video che possono sottilmente portare a cose che non volevate veramente vedere.

Ho amici che trascorrono molte ore a guardare video su YouTube su tutto, dalle profezie (soprattutto non avventiste), a video complottistici (dall’assassinio di Kennedy alle aberranti teorie sull’11 settembre e il coinvolgimento della CIA in tutto ciò che è successo nel mondo di sbagliato), materiale anti-trinitario e una serie di altre tematiche “scottanti” in ambito politico-religioso.

Questi video sono spesso presentati da oratori dalla lingua rapida e superficialmente credibili, e di solito hanno intermezzi pubblicitari che gli permettono di ricavare un guadagno economico. Alcuni sembrano avere delle credenziali autorevoli, come lauree universitarie, esperienze scientifiche o militari, e possono presentare “prove” che sembrano convincenti.

Mentre ci sono sicuramente alcuni video che sollevano questioni di interesse per gli avventisti (come la tendenza dei governi a interferire con la libertà religiosa), il potere quasi ipnotico di YouTube è, credo, la creazione di una generazione di assorbitori passivi di “fake news” scarsamente documentate. Ironia della sorte, una semplice ricerca online permette di smascherare molte falsità di alcuni di questi ciarlatani.

Ecco alcune delle cose che mi preoccupano:

Quello studio biblico diventa secondario a quello che io chiamo “assorbimento passivo”. I bereani hanno confrontato le parole di Paolo con la Scrittura, per arrivare a stabilire la verità (Atti 17:11). Ma noi usiamo questo metodo per valutare ciò che guardiamo?

Ellen White scrisse: “…dobbiamo essere estremamente attenti, e camminare umilmente davanti a Dio, per avere uno sguardo spirituale capace di distinguere l’opera dello Spirito Santo di Dio dall’opera di quello spirito che porterebbe al fanatismo selvaggio” (Selected Messages, Vol. 1, p. 142).

IL POTERE QUASI IPNOTICO DI YOUTUBE È, CREDO, LA CREAZIONE DI UNA GENERAZIONE DI ASSORBITORI PASSIVI DI “FAKE NEWS” SCARSAMENTE DOCUMENTATE

È sempre più allettante di sabato sedersi nei nostri comodi divani, accendere il computer o la TV e scorrere YouTube (o altrove) per trovare materiale che sembra dirci cosa i nostri preconcetti possono desiderare o quello che è abbastanza sensazionale da eccitare il nostro interesse “santificato”. A volte anche a costo di abbandonare “la nostra comune adunanza” (Ebrei 10:25). So che alcuni membri di chiesa lo fanno, che sia regolarmente o di tanto in tanto.

Questo tipo di scenario elimina il dialogo vivace e talvolta redentivo tra i membri di chiesa, che può coinvolgere i pastori, la Scuola del Sabato, gli anziani, i diaconi, ecc. Internet, in questo caso, diventa un potere isolante, arrivando perfino a incoraggiare una pericolosa autosufficienza in materia di fede.

Questo affidarsi a internet a volte diventa una dipendenza tale da interferire con l’armonia coniugale.

Infine, anche se Internet può essere usato per condividere la verità, allo stesso modo può essere utilizzato, anche innocentemente, per condividere dei “piccoli” errori che allontanano le persone dalla verità biblica. Questo è particolarmente vero per quei “ministeri” che negano le dottrine avventiste come il sabato e la nostra comprensione dello stato dei morti. Ecco due modi per capire se quello che guardate è valido: se hanno opinioni contrastanti su queste due tematiche, evitateli. Vogliamo forse essere responsabili delle anime perdute, piuttosto che essere conquistati dal potere di un “cristiano amorevole e amabile”?

Molti avventisti hanno la tendenza a sospettare delle notizie, a volte al limite della paranoia. Non è un comportamento del tutto assurdo, visto che sappiamo che gli inganni di Satana percorreranno le strade del potere e corromperanno le istituzioni religiose, politiche e sociali, e che tutto questo peggiorerà con l’avvicinarsi della fine dei tempi, come indicato nel libro dell’Apocalisse. Ma dobbiamo fare particolare attenzione, facendo in modo che ciò che osserviamo con occhio critico non ci separi dalla grande speranza nella potenza redentrice dell’avere fede in Cristo, nella sua opera nel santuario celeste, nel giudizio finale e nel suo ritorno.

Alziamoci dal divano, usciamo di più e condividiamo ciò che ci dice la Bibbia, non YouTube!

David Pennington è un chirurgo plastico in pensione che vive a Lindfield, nel Nuovo Galles del Sud.

Di David Pennington

Fonte: https://record.adventistchurch.com/2019/05/03/youtube-mania-and-the-church-disconnect/

Tradotto da Tiziana Calà

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La rivista ufficiale della Federazione Chiesa Avventista del Settimo Giorno della Svizzera romanda e in Ticino.

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